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Musical per riflettere sull'accoglienza, organizzato da Fondazione Città Solidale

Spettacolo 01 12 2016È possibile aiutare i ragazzi a riflettere sul dramma dell'immigrazione, guidarli in un approfondimento che serve a superare i pregiudizi, in un modo diverso dal consueto, più vicino al loro stile ed alle loro esigenze formative?

Con queste domande, che costituiscono una vera e propria sfida educativa, la Fondazione Città Solidale ha organizzato un musical ispirato al testo di Fabio Geda "Nel mare ci sono i coccodrilli".

Lo spettacolo si è tenuto il 1° dicembre nell'Auditorium Casalinuovo, con la partecipazione di circa 500 ragazzi di alcune scuole superiori della città (il Liceo Scientifico Siciliani, il Liceo Classico Galluppi, l'IIS Fermi, l'ITAS Chimirri, l'Istituto Tecnico Agrario, l'IIS Petrucci-Ferraris-Maresca) accompagnati dai loro docenti.

Il testo da cui si è partiti (che molti ragazzi hanno già letto e sicuramente molti altri leggeranno) racconta la storia vera di Enaiatollah, un bambino afghano che è costretto dalla guerra a fuggire dalla sua casa e dal suo paese e ad affrontare, da solo, le incognite di un viaggio pieno di difficoltà. I "coccodrilli" del titolo sono il nome che Enaiat, ed altri suoi coetanei in fuga, danno proprio a queste difficoltà, di cui il mare nero che attraversano è minacciosamente pieno.

Tanti i confini oltrepassati e tante le disavventure del bambino, prima di arrivare in Italia, dove ha finalmente trovato una casa ed una famiglia che lo ha accolto e che lo ha aiutato a riprendere i contatti con la famiglia che aveva lasciato.

La storia di Enaiat è stato lo spunto per riflettere su tante altre storie di emigrazione, disperazione e speranza, che sono le storie di tutti coloro che sono costretti a lasciare il loro paese e chiedono asilo nel nostro o in altri paesi europei e del mondo.

Brani del libro con le tappe fondamentali della storia, video ed immagini hanno aiutato i ragazzi ad entrare in un percorso di conoscenza sicuramente diverso e certamente efficace, e loro sono stati disponibili ad iniziare questo cammino, esprimendosi con il linguaggio che è loro: gli applausi, le mani alzate per seguire il ritmo, le luci dei cellulari accese per punteggiare il buio della sala e sottolineare un momento importante.

Un grande aiuto nella riflessione è stato offerto dal gruppo musicale Agapè, di Messina, che si ispira allo storico gruppo del GEN Rosso (nato alla fine degli anni '60 dal Movimento dei Focolari) e che utilizza la musica per testimoniare i valori della pace, dell'accoglienza, dell'integrazione di ogni diversità. Il gruppo, con pezzi noti (di Pelù, Ligabue, Jovanotti, De Andrè e Pink Floyd) eseguiti peraltro magistralmente e pezzi meno noti ma coinvolgenti del GEN Rosso, ha intervallato i brani letti dagli attori Josephine Carioti e Alessandro D'Acrissa. 2 Spettacolo 01 12 2016

Anche la scelta di questo gruppo per animare la mattinata non è stata casuale: il gruppo, oltre a veicolare nella musica messaggi formativi, è infatti impegnato nel sostegno di strutture di accoglienza per disabili (a cui devolve parte del ricavato di ogni concerto).

La cosa più interessante ed emozionante per tutti è stata comunque la possibilità di ascoltare la testimonianza di Mako, un ragazzo del Camerun, costretto anche lui come il piccolo Enaiat a lasciare la sua terra e la sua famiglia.

Mako ha raccontato la sua storia, che aveva appuntato per paura di commettere errori in una lingua che ha imparato ma di cui ancora non è pienamente padrone, in una sala gremita di ragazzi improvvisamente tutti silenziosi, attenti ed accoglienti, come hanno dimostrato con l'applauso scrosciante che è scoppiato quando Mako ha finito di parlare. Una "standing ovation" con cui il giovane pubblico ha espresso la sua affettuosa vicinanza al coetaneo di un altro colore.

Mako era in un certo senso il portavoce di altri ragazzi che pure erano presenti in sala, stranieri rifugiati o richiedenti asilo che sono ospitati in alcune strutture di accoglienza gestite dalla Fondazione Città Solidale.

P. Piero Puglisi, Presidente dell'organizzazione onlus che è nata nel 1999 e che da allora accoglie ed offre servizi a persone in difficoltà, molte delle quali straniere, ha salutato e ringraziato i ragazzi presenti, i loro docenti ed i Dirigenti Scolastici che si sono dimostrati sensibili all'iniziativa, dichiarandosi anche personalmente colpito dall'attenzione e partecipazione con cui i giovani hanno saputo cogliere gli spunti offerti.

P. Piero ha anche spiegato che questa iniziativa è la prima tappa di un percorso che continua con la possibilità di realizzare nelle scuole che ne faranno richiesta, incontri nelle classi con la presenza di ragazzi stranieri e di mediatori culturali, e con il lancio del 4° Premio Città Solidale. La presentatrice, la giornalista Rossella Galati, ha spiegato che si tratta di un Concorso a cui potranno partecipare gli alunni di tutte le scuole superiori della provincia. Il tema del Concorso è: "Benvenuto a te! Impariamo l'arte dell'accoglienza e dell'integrazione" (con un'attenzione specifica alla tematica dell'accoglienza delle persone straniere ed in particolare dei rifugiati e richiedenti asilo, ma anche con uno sguardo più generale al rispetto ed alla convivenza di tutte le diversità). La partecipazione prevede la realizzazione di un video/cortometraggio di max 10 minuti sul tema del Concorso. I Premi saranno consegnati in un'iniziativa pubblica che si terrà nel mese di maggio 2017.

Dunque, arrivederci al mese di maggio.

Ufficio Stampa

Fondazione Città Solidale

2016 12 01 Spettacolo musicale

Sono aperte le iscrizioni al corso di formazione: 
“ETICA E DEONTOLOGIA PROFESSIONALE NELL’ACCOGLIENZA PER RIFUGIATI E RICHIEDENTI ASILO.
BUONE PRASSI E METODOLOGIA DI LAVORO PER GLI OPERATORI SPRAR".
Luogo: Fondazione Città Solidale Onlus - Via della Solidalrietà Catanzaro -www.cittasolid.it 
Contatti: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - 392/7322661 - 0961/789006

2016 11 24 Centro antiviolenzaIn data 24 novembre 2016 è venuta a fare visita al Centro Antiviolenza della Fondazione Città Solidale, Elena Morano Cinque, la quale ha evidenziato la necessità di di fare un lavoro condiviso con gli altri centri della provincia di Catanzaro, per la rielaborazione di una proposta di legge regionale, che regolamenti  i centri Antiviolenza  e che possa essere uno strumento efficace a tutela delle donne vittima di violenza.

La visita è stata particolarmente gradita ed è stata occasione per discutere, anche , sulle problematiche relative alla violenza di genere.
Prossimo passo , incontro con i centri Antiviolenza della provincia di Catanzaro per definire e mettere insieme le idee e le proposte di chi tutti i giorni, concretamente, prende in carico le problematiche delle vittime.

inaugurazione SPRAR Girifalco2La storia non si ferma. Dice il Prefetto, Luisa Latella. Una bella pagina è stata scritta a Girifalco, rilancia Monsignor Vincenzo Bertolone. Una pagina di civiltà, sottolinea padre Piero Puglisi. Di storia, incalza il presidente Enzo Bruno. Ora bisogna trovare altre "Girifalco" per coltivare l'accoglienza, evidenzia Giovanni Manoccio, Delegato all'immigrazione per la Regione. Un cammino che si è cibato di dialettica ma che ha reso onore alla tradizione dell'accoglienza insita nei girifalcesi, conclude il giornalista Ugo Floro. Sono stati questi gli ingredienti principali della cerimonia d'inaugurazione del Centro d'accoglienza "L'Approdo". Presieduta dal sindaco Pietrantonio Cristofaro, entusiasta per la riuscita, la manifestazione si è sviluppata in due momenti: il dibattito nella sala consiliare e la benedizione con il taglio del nastro nei locali dello Sprar.

Alla cerimonia hanno preso parte il prefetto, Luisa Latella, l'arcivescovo Vincenzo Bertolone, padre Piero Puglisi Presidente Fondazione Città Solidale, il presidente della Provincia Enzo Bruno e Giovanni Manoccio Delegato all'Immigrazione per la Regione. Presenti gli amministratori comunali di Girifalco, il capogruppo dei Cittadini Liberi e Attivi Luigi Stranieri, il consigliere dei Democratici per Girifalco Teresa Signorello, sindaci e amministratori dei paesi vicini (tra gli altri Borgia, Olivadi e Vallefiorita), il capitano della Compagnia dei Carabinieri Alessio Amici, altri esponenti dell’Arma, i dirigenti scolastici, il baby sindaco Davide Scicchitano, i vertici del Gal Renato Puntieri e Carolina Scicchitano, il sindaco di Cerzeto, la Prociv, l'Avis, le società sportive, molte altre associazioni locali, gli operatori e gli ospiti dello Sprar, il parroco di Girifalco don Orazio Galati e don Ferdinando Fodaro.

I lavori, moderati dal giornalista Ugo Floro, sono iniziati con i saluti del sindaco che, dopo aver rivolto un commosso pensiero alle popolazioni del Centro Italia colpite dal terremoto, ha ripercorso le fasi salienti dell'iter che ha portato alla costituzione dello Sprar. Il primo cittadino ha, altresì, ringraziato gli ospiti presenti ribadendo l'antica e consolidata tradizione d'accoglienza della Comunità girifalcese. È entrato nel merito delle attività del Centro, padre Piero Puglisi che, riprendendo il messaggio di Papa Francesco, ha parlato del vero senso dell’accoglienza definita come “la dimensione intorno alla quale si gioca la nostra condizione di essere umano”. “Girifalco rende la nostra provincia più avanzata”, ha sottolineato il presidente Bruno.

Ha, invece, raccontato l’esperienza di Acquaformosa, Giovanni Manoccio, che, da sindaco, si è distinto per la propria conoscenza del mondo dell’immigrazione, facendo del proprio paese un laboratorio di accoglienza e integrazione. Il delegato della Regione ha stigmatizzato il fenomeno della geopolitica della paura, parlando, invece, di progetti di economia sociale.

inaugurazione SPRAR GirifalcoAi progetti Sprar e ai processi di integrazione ad essi legati ha fatto riferimento il prefetto, Luisa Latella. “Ci sono tante possibilità di finanziamento a favore di questo fenomeno. Ci sono ben due linee di finanziamento sui Pon – ha sottolineato. Ancora oggi partire è andare altrove per lavorare. Ancora oggi i nostri figli partono, forse in condizioni diverse rispetto a quelle di una volta. Ma è, comunque, un partire. Un lasciare la terra, la famiglia e gli affetti. E’ un depauperare la nostra terra perché i giovani che partono si portano con loro tutto il bagaglio delle esperienze, dei valori e della cultura che hanno. Se noi riusciamo a superare tutto questo con nuove forme di integrazione, riusciremo ad arricchire la nostra terra. Noi sappiamo cosa vuol dire emigrare. Per cui sappiamo anche cosa vuol dire accogliere. Ringrazio il Comune di Girifalco per questo sforzo che ha fatto e vi auguro un cammino sempre più agevole. Noi siamo sempre a disposizione per darvi il sostegno necessario. Anche negli errori perché si può sbagliare in questi percorsi. Siamo tutti umani. Ma dobbiamo cercare di lavorare tutti insieme. Fermarci all’errore vuol dire avere una visione limitata del fenomeno. L’importante è riuscire a fare rete perché la storia non si ferma”.

“Perché l’esistenza sia felice è necessario sapere tenere insieme, armonizzare realtà diverse. Non provarci significherebbe rinunciare all’amore. Girifalco non ci ha rinunciato. E per questo merita il nostro plauso” – ha affermato Monsignor Vincenzo Bertolone.

Subito dopo il dibattito, gli ospiti si sono spostati nei locali che ospitano il Centro d’Accoglienza. Dopo il taglio del nastro, hanno, quindi, visitato la struttura ed, insieme a operatori e ospiti, festeggiato l’“Approdo”.

Il Mosaico