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In assolvimento agli adempimenti degli obblighi di trasparenza e pubblicità previsti dalla Legge 4 Agosto 2017, n.124 - articolo1, commi 125-129, si pubblicano di seguito i finanziamenti della pubblica amministrazione ricevuti dalla Fondazione Città Solidale Onlus nell'anno 2018.

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Un giorno triste e doloroso questo per la Fondazione Città Solidale: alle prime ore dell’alba è giunta la notizia, purtroppo temuta da giorni, della ‘partenza’ di Suhel, giovane ospite del Bangladesh che da tanto tempo stava combattendo la sua battaglia contro un male incurabile. Una storia quella del “Piccolo Guerriero”, che era stata ripresa dai media regionali come esempio di accoglienza e amore da parte della struttura che lo ospitava, il SIPROIMI (ex Sprar) di Catanzaro-Squillace e di quelle ospedaliere Pugliese-Ciaccio e, negli ultimi mesi, San Vitaliano di Catanzaro. Un percorso quello all’interno della struttura che, in più momenti, ha visto coinvolti tutti gli operatori insieme al dott. Raiola, al Garante dei Minori ed al Tribunale per i minorenni, anche quando si è vissuta una corsa contro il tempo per far arrivare in Italia la madre. La signora, una donna umile e minuta, ignara della nostra cultura e della lingua, grazie alla sensibilità, alla premura ed al sostegno degli operatori professionali del Servizio Centrale dello Sprar, è giunta nei primi giorni del settembre scorso, ed è stata costantemente vicina al figlio nel letto di ospedale del figlio. Con il suo fare premuroso, dettato esclusivamente dalla legge del cuore, quella dell’amore, si è fatta voler bene da tutte le persone che sono state vicine al giovane del Bangladesh.

Una storia, quella di questo ragazzo, che lo accomuna al destino di tanti altri che arrivano in Italia nella speranza di un futuro migliore: sin da piccolo ha lavorato nei campi, un lavoro faticoso che però gli consentiva di essere un aiuto prezioso per la sua famiglia. Arrivato il sedicesimo anno di età, si è posta davanti al piccolo grande uomo la difficile scelta di rimanere e proseguire un’esistenza di stenti, oppure partire per un posto lontano dove poter tentare la sorte e rendere, così, dignitosa la sua vita e quella della sua famiglia, a partire dalla condizione socio - economica. Un viaggio lungo, costellato di mille peripezie e sofferenze, soprattutto durante il periodo vissuto in Libia; momenti difficili superati con forza e coraggio fino al punto di sfidare anche la morte nel canale di Sicilia. La determinazione di un guerriero racchiusa in un corpo esile e gentile che hanno reso Suhel unico agli occhi di tutti. Durante i pochi periodi di permanenza in struttura, Suhel si è dimostrato desideroso di integrarsi e, nonostante le sofferenze, si è sforzato di essere sempre presente ai corsi di alfabetizzazione e nel prestare servizio in cucina, dispensando agli operatori preziosi consigli durante la preparazione dei pasti, al fine di portare in tavola le pietanze gradite ai suoi connazionali.

Oggi “Il Piccolo Guerriero” ci ha lasciato; un tam tam con centinaia di battute da un operatore all’altro, da un telefono all’altro ha portato nella casa di tanti la triste notizia. Se da una parte ci sentiamo tutti più poveri, conserviamo però la bellezza e la ricchezza che ci viene dall’averlo conosciuto ed amato. Suhel ha regalato intorno a sé i valori dell’umiltà e dell’amore verso il prossimo, la forza e la tenacia del combattente, la speranza alla quale si è aggrappato per lunghi e faticosi mesi. Infatti, anche nei momenti difficili della malattia, il suo sorriso e le sue parole hanno scritto una pagina importante per tutta la Fondazione Città Solidale, in particolare per gli operatori che lo hanno seguito fino all’ultimo giorno, ma anche per quella parte della città di Catanzaro che, in qualche modo, e magari a tratti, lo ha seguito, sostenuto, accompagnato e, soprattutto, ammirato. Nella giornata di oggi l’Imam di Catanzaro si recherà presso la camera mortuaria per celebrare il rito musulmano e si è già al lavoro per far rientrare la salma nel paese di origine insieme alla madre. Le assistenti sociali del Comune di Catanzaro, il Servizio Centrale dello Sprar, Città Solidale, e tante persone di buona volontà sono già all’opera per una nuova sfida: riportare a casa Suhel! Anche quest’ultimo passo farà della nostra vita e della nostra “comunità” una realtà più umana.

Preghiera contro la TrattaNon cadere nell’indifferenza e nel pregiudizio rispetto al fenomeno della Tratta degli essere umani è forse la sfida più importante che ci si pone davanti in questo periodo. Un fenomeno quella della odierna schiavitù di migliaia di persone, che ormai è divenuto un problema sociale a tutti gli effetti. Proprio in questa Giornata Internazionale di preghiera e riflessione contro la Tratta di Persone, Fondazione Città Solidale vuole ricordare fortemente tutte le vittime di questo triste fenomeno e lo fa attivando nelle sue strutture momenti di riflessione e preghiera che accomunano gli ospiti e gli operatori. Padre Piero Puglisi, Presidente di Fondazione Città Solidale, ha voluto esprimere un pensiero rispetto a questa iniziativa: «Oggi ci troviamo di fronte un fenomeno che in larga parte sta crescendo coinvolgendo tristemente sempre più persone. Anche i nostri territori che, fino a qualche anno fa, risultavano isole felici rispetto alla tratta degli essere umani, oggi vedono con evidenza l’emersione di questa forma moderna di schiavitu’. Fondazione Città Solidale, con i suoi diversi servizi, specializzando in questo campo gli operatori, mettendo a disposizione le sue strutture residenziali, nel corso degli anni ha aiutato donne e uomini che sono stati vittime e che solo grazie ad un lavoro multidisciplinare hanno avviato percorsi di autonomia e libertà. Oggi vogliamo pregare per chi ancora vive questa situazione di schiavitù e dolore, riaffermando il nostro impegno a contrastare queste forme di devianza e povertà». Nel 2018, e nei primi due mesi del 2019, Fondazione Città Solidale è stata impegnata nel contrasto del fenomeno della Tratta anche attraverso il progetto INCIPIT, finanziato dal Ministero della Pari Opportunità e coordinato dalla Regione Calabria. Un lavoro portato avanti sulla strada, attraverso l’affiancamento alle vittime da parte di due unità di contatto che hanno coperto il territorio del basso ed alto ionio, ed hanno aiutato le vittime dal punto di vista della prevenzione dei rischi e della sensibilizzazione rispetto alla possibilità di lasciare queste situazioni di estrema povertà e violenza. Gli operatori, nel corso del tempo, hanno constatato come il fenomeno sia in aumento e che purtroppo molte volte le vittime, donne che si prostituiscono su strada o adulti e minori che vivono sfruttamento lavorativo e sociale, diventino un problema sociale. Non bisogna però dimenticare che dietro questi fenomeni esistono degli aguzzini che non hanno alcuno scrupolo nell’infliggere dolore e sofferenze a queste persone. Oggi, nella memoria liturgica di Santa Giuseppina Bakhita, anch’essa venduta come schiava quando era bambina, preghiamo non solo per chi vive questo fenomeno ma cogliamo anche un’occasione preziosa per riflettere e sensibilizzare sempre di più l’opinione pubblica per fare fronte comune nel tentativo di debellare un fenomeno, “la Tratta degli essere umani”, che rende le persone prive di ogni forma di libertà e, soprattutto, di dignità.

In questi giorni di forte freddo e gelo, Fondazione Città Solidale apre le porte del rifugio notturno "Oasi di Misericordia" in via Civitavecchia 56 a Catanzaro, per senza fissa dimora e per persone che abbiano bisogno di un'accoglienza temporanea. All'interno della struttura è possibile usufruire di un servizio doccia, lavanderia e di un pasto caldo. Proprio in questo periodo sono state intensificate le attività di distribuzione di coperte, sacchi a pelo, guanti e bevande calde. Le accoglienze potranno essere attivate attraverso i servizi sociali del Comune di Catanzaro o direttamente chiamando il numero telefonico 339.4433797 oppure il 0961.789006.

Il Mosaico