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Visita Pastorale 2018

“Ritorniamo ora a visitare i fratelli di tutte le città nelle quali abbiamo annunziato la parola del Signore, per vedere come stanno”, questo il proposito dell’apostolo Paolo, espresso a Barnaba, riportato nella Breve esortazione pastorale dell’arcivescovo Mons. Vincenzo Bertolone per la Quaresima del 2018. In questa ottica, di attenzione a tutti i fratelli anche stranieri, all'interno della Visita pastorale, da poco iniziata nella Diocesi di Catanzaro-Squillace, è stato inserito un incontro dell'Arcivescovo con i minori stranieri non accompagnati attualmente ospitati a Squillace, all’interno del progetto SPRAR “Catanzaro-minori” facente capo al Comune di Catanzaro. Un incontro inaspettato per i ragazzi, che hanno dimostrato entusiasmo nell’accogliere Monsignor Bertolone, in quella che sentono a tutti gli effetti la loro casa. Visita Pastorale 19 02 2018La struttura di Squillace accoglie al suo interno minori di svariate nazionalità, (Nigeria, Gambia, Ghana, Somalia, Guinea, Pakistan), con diverse appartenenze culturali e religiose, che si sforzano e quasi sempre riescono a convivere quotidianamente in pace ed armonia. Il responsabile di struttura, Domenico Mardente, ha presentato i componenti dell’equipe e le attività che si svolgono dentro e fuori dalla struttura. Si tratta di azioni mirate per ogni singolo beneficiario e programmate all’interno di piani educativi individualizzati, che puntano soprattutto all’autonomia e alla costruzione di un’integrazione sul territorio che deve necessariamente passare dalla conoscenza delle diversità e dall’arricchimento stesso che ne può derivare. L'incontro con l'Arcivescovo è stato caratterizzato da una grande semplicità, in un clima di famiglia. Mons. Bertolone ha voluto parlare con i ragazzi e, seduto insieme a loro nella sala socializzazione, ha voluto ascoltare le storie di ognuno, conoscendo i loro percorsi di resilienza, la loro voglia di cambiare la propria vita, di migliorarla per poter aiutare le famiglie nei paesi di origine. A tratti si è percepita all’interno della sala un’emozione palpabile, un sentirsi figli di   Dio, indipendentemente dal fatto dell'essere musulmani o cristiani. L'incontro si è concluso simpaticamente, con la canzone rap composta da uno dei minori accolti, in cui il ragazzo ha raccontato come la vita possa essere difficile e nello stesso tempo incerta se non ci si affida a Dio nella preghiera.

 

Il Mosaico