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Corso pizzeriaSi è concluso nel Weekend, il Laboratorio di Cucina denominato “Babilonia ai Fornelli”, del progetto “Integrazioni” proposto da Fondazione Città Solidale Onlus e patrocinato dal Servizio Centrale SPRAR del Ministero dell’Interno. Il corso, che ha visto la partecipazione di beneficiari delle strutture per minori stranieri non accompagnati “Il Golfo” ed il “Vivarium” di Catanzaro e dei centri SPRAR per adulti di Girifalco e Gasperina, ha riscosso un enorme successo centrando quello che era l’obiettivo principale, ovvero quello di costruire percorsi di integrazione validi e che possano dare l’opportunità ai giovani partecipanti di conoscere il mondo della ristorazione. La cucina, da sempre baluardo della tradizione italiana, è stata il mezzo con il quale gli ospiti delle strutture hanno potuto assaporare sapori nuovi e diversi e, nello stesso tempo, imparare tecniche di preparazione dei pasti. Loro, i ragazzi, i veri protagonisti di questo laboratorio: con il loro entusiasmo hanno dimostrato abilità nascoste mettendo a disposizione le antiche tradizioni culinarie africane, preparando dei piatti tipici come il Pollo Yassa e il Riso Benachin. Il corso, che si è articolato in dodici incontri di quattro ore, ha visto negli ultimi sei appuntamenti, la collaborazione della Scuola Italiana Pizza, con gli istruttori Amedeo Frandina e Gaetano Mele e del suo Presidente Michele Intrieri, che hanno insegnato agli ospiti le nozioni base per preparare la Pizza. Proprio lei, la Regina insieme alla Pasta della tavola italiana, è stata al centro di una full immersion di una settimana che ha dato la possibilità ai partecipanti di capire le tipologie di farine, i lieviti, le varie fasi della preparazione dell’impasto, per poi terminare con la  fase pratica di stesa e cottura della stessa. Queste nozioni saranno preziose per un prossimo futuro che prevede l’attivazione di tirocini formativi presso attività di ristorazione e panificazione del territorio della provincia di Catanzaro. A conclusione del corso, la preparazione da parte dei beneficiari della pizza per gli ospiti presenti presso la pizzeria Sugò di Roccelletta di Borgia, tra i quali anche Antonietta Rao, assistente sociale del comune di Catanzaro e referente dei progetti SPRAR “Il Vivarium” ed "Il Golfo" per lo stesso ente locale, che si è dimostrata entusiasta dell’abilità dimostrata dai partecipanti al corso nel preparare una deliziosa pizza cotta al forno a legna. Stessa soddisfazione messa in evidenza da Padre Piero Puglisi, presidente di Fondazione Città Solidale Onlus: "Questa esperienza che abbiamo voluto regalare ai nostri ospiti fa parte del ventaglio di servizi che abbiamo messo a disposizione degli stessi per poterli avviare ad una e vera e propria autonomia. Siamo convinti che solo attraverso azione mirate e coinvolgenti potremo superare le barriere della diffidenza ed al tempo stesso costruire veri percorsi di integrazione". Nella stessa giornata, Michele Intrieri, presidente della Scuola Italiana Pizza, ha consegnato agli ospiti l’attestato di partecipazione al corso, soffermandosi su come sia stata un’esperienza costruttiva e che lo ha arricchito, soprattutto per aver conosciuto ragazzi che, con molta semplicità e spirito costruttivo, si sono avvicinati al mondo della ristorazione dimostrando passione e costanza. In un paese come l’Italia, che sempre di più va alla ricerca di sapori e cucine etniche, non ci resta che augurarci che qualcuno di questi giovani immigrati possa diventare un giorno uno chef o un pizzaiolo capace di miscelare gusti e sapori lontani con le nostre tradizioni culinarie.

Corso apiculturaSono comunità di seconda accoglienza, quelle che sono nate dal Sistema di Protezione per Rifugiati e Richiedenti Asilo. Quelle che accolgono minori non accompagnati o adulti in numero non superiore alle dieci unità o, nel caso dei maggiorenni, un massimo di 16 persone, in due moduli gestionali. E questo dà la possibilità di svolgere un lavoro efficace, favorisce uno stile di familiarità, uno spirito fraterno che facilita i rapporti, stimola la voglia di riscatto, fa rinascere la speranza e consolida la voglia e l’impegno di un inserimento sociale a tutto tondo. Per questo, dicono gli operatori sociali di Città Solidale, è necessario ed importante lavorare per facilitare l’integrazione e abbattere muri e pregiudizi, mostrando il volto bello della diversità che aiuta a superare la paura e la diffidenza, orientando la vita di tutti, italiani e stranieri, verso una dimensione Altra dell’esistenza che qualifica, con la sua bellezza, la nostra presenza in questo mondo. Ecco, allora, che alle persone straniere vengono offerti corsi di alfabetizzazione e di lingua italiana, la possibilità di sperimentarsi nel volontariato, non da soli ma insieme agli italiani, per offrire aiuto e sostegno nei luoghi di cura e di bisogno, tirocini formativi che preparano e spesso, alla loro conclusione, inseriscono nel mondo del lavoro, come anche momenti di animazione e valorizzazione del tempo libero (gite, serate di amicizia, condivisione della mensa con scambio di piatti tipici delle terre di provenienza, passeggiate ecologiche …) grazie a gruppi di volontari (scout, parrocchie, associazioni). Inoltre, in questi mesi, con l’ausilio e il patrocinio del Servizio Centrale che gestisce il sistema Sprar e la collaborazione del territorio, sono stati anche attivati dei laboratori di formazione che, oltre a rafforzare il lavoro per l’integrazione, sono anche mirati all’autonomia dei beneficiari. Un Laboratorio di apicultura, che vede la collaborazione dell'Associazione AMA.M.I (Amaroni Miele Italiano) e la partecipazione di beneficiari adulti degli SPRAR di Gasperina e Girifalco e adulti del Comune di Girifalco.  Il laboratorio prevede 8 moduli teorici e 2 pratici, con la visita ad un apiario ed anche attività di produzione del miele. La sede di svolgimento è l'asilo S. Rocco, messo a disposizione gratuitamente da don Orazio Galati, parroco di Girifalco, con la docenza di  Giuseppe Olivadoti, produttore di Miele ad Amaroni, che si è offerto di tenere le lezioni con spirito di gratuità. Un secondo laboratorio vede il coinvolgimento dei beneficiari accolti nelle due strutture SPRAR per minori stranieri non accompagnati del Comune di Catanzaro (con sede a Squillace) ed in quelle per adulti di Girifalco e Gasperina. In questo caso sono in atto attività di cucina, con l’ausilio di una cuoca professionista e, per una parte del corso di formazione, della Scuola italiana della pizza “La Fabbrica dei mestieri”. E’ certamente un modo per conoscere la nostra tradizione culinaria e quindi anche del territorio e per far vivere, attraverso l’elaborazione di piatti etnici, le culture dei paesi di origine dei beneficiari. Durante le lezioni gli stranieri hanno anche modo di dare mostra della bontà dei loro piatti tipici, favorendo anche la degustazione che è sempre strumento propizio per favorire i rapporti e l’amicizia. E ancora, un laboratorio di riciclo creativo che vede impegnati soprattutto gli ospiti del Comune di Girifalco, ma anche alcuni che provengono da Gasperina e da Squillace. Il laboratorio di riciclo creativo ha lo scopo principale di far capire agli ospiti quanto sia importante riciclare il materiale che va in disuso e quanto sia possibile, attraverso la creatività, modellare oggetti nuovi, colorati e di facile utilizzo. Infine, un laboratorio sportivo che vede impegnati, trasversalmente, gli ospiti di tutte le strutture gestite da Città Solidale. Il laboratorio vede snodarsi ormai da diverse settimane un torneo di calcio a cui è stato dato il nome “Un calcio al razzismo” che sta impegnando al massimo gli ospiti delle strutture e, come spesso avviene, è il percorso che maggiormente appassiona, unisce, aggrega. Il Torneo, realizzato con la collaborazione delle società sportive di Girifalco BussolAvis ed Euro Girifalco, vede il coinvolgimento e la partecipazione di diverse altre squadre del territorio, proprio nell’ottica della socializzazione e dell’inserimento nel tessuto sociale, favorito da momenti vissuti con sano agonismo. Anche a San Pietro Apostolo, dove la Fondazione collabora con l’Associazione di volontariato Carità e Amore alla gestione di due comunità Sprar per 20 minori non accompagnati, sono attivi ulteriori laboratori per i giovanissimi ospiti: laboratorio del riciclo della plastica,  laboratorio del riciclo di carta e cartone, laboratorio di cucina, laboratorio di pittura e decoupage,  laboratorio di agricoltura (coltivazione di verdure ed ortaggi), laboratorio di arte e cucito, in cui sono previste varie attività di sartoria. Tutte le attività sono coordinate e seguite passo dopo passo dalle equipe dei centri e coadiuvate da professionisti esterni che supportano i ragazzi in questi percorsi. Un modo anche per uscire dalla routine quotidiana che può essere vissuta all’interno delle strutture di accoglienza e per attivare nei beneficiari che hanno sempre alle spalle un vissuto difficile percorsi di “Resilienza”. Gli  Ospiti, quindi, sono al centro della programmazione e dell’attività di Fondazione Città Solidale per creare percorsi virtuosi di crescita ma anche di professionalizzazione dei beneficiari, con positività, gioia, voglia di stare insieme, senza nessuna differenza, senza temere la diversità, anzi … arricchendosi proprio grazie ad essa.

Terza Giornata mondiale di preghiera e riflessione contro la tratta di persone

8 febbraio 2017

“Sono bambini! Non schiavi”.

Giornata mondiale di preghieraQuesto è il tema scelto dalla Chiesa cattolica, per proporre una riflessione sul problema della tratta di esseri umani e per invitare alla preghiera tutti coloro che credono in un unico Dio. Si definisce vittima della tratta, una persona che subisce uno sfruttamento, a fini di lucro, in favore di un privato o di una organizzazione criminale. L’assoggettamento prevede, per la maggior parte delle vittime, un vero e proprio "traffico" in cui gli esseri umani sono la merce. È un dramma che coinvolge milioni di persone che vivono per lo più in paesi poveri, inizia nei paesi di origine e termina, dopo tante sofferenze, spesso anche sul nostro territorio nazionale.  Lo sfruttamento può assumere svariate tipologie: lo sfruttamento della prostituzione; lo sfruttamento lavorativo e, non meno grave, l’accattonaggio. Nella provincia di Catanzaro, attualmente, c'è una grande diffusione dell’accattonaggio, ma sono in atto anche le altre forme di sfruttamento, sebbene più celate. L’Arcidiocesi di Catanzaro – Squillace è impegnata concretamente per dar sollievo a coloro che vivono questa condizione di schiavitù. Attraverso il servizio dell’Oasi di Misericordia si cerca in tutti i modi di concretizzare la parola del Vangelo di S. Matteo al capitolo 25: "ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi". Fra gli "ultimi evangelici" a cui si cerca di offrire ristoro, cibo e bevande, ma anche attenzione e calore umano, vi sono molte persone vittime di tratta. Ogni sera, alcuni operatori e volontari si recano nella zona sud della città per dar sollievo a coloro che vivono in una condizione di assoluta precarietà e abbandono, offrendo mezzi di conforto, ma anche la possibilità di un'accoglienza notturna. Tra queste persone vi sono anche alcune ragazze vittime dello sfruttamento sessuale che vivono in condizioni degradanti che le sottopongono a continue umiliazioni e privazioni. Oltre a questo servizio, è in atto un progetto regionale, denominato In.C.I.P.I.T., che si propone di andare oltre all’assistenza primaria, mediante la prevenzione, l’accoglienza residenziale delle vittime, l’osservazione del territorio e la ricerca sull’evoluzione del fenomeno. Tale progetto, finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, vede come titolare la Regione Calabria, mentre la realizzazione delle attività progettuali è affidata ad organizzazioni del Terzo Settore dislocate nelle varie province. Nella zona del catanzarese il servizio è fornito dalla Fondazione Città Solidale Onlus, organismo promosso dalla Caritas Diocesana che è espressione dell’Arcidiocesi di Catanzaro – Squillace. Vista l’importanza di una interazione tra le Istituzioni, per tale azione sul territorio hanno dato adesione formale: la Prefettura di Catanzaro, la Questura e l’Assessorato per le Politiche Sociali del Comune di Catanzaro. Tale collaborazione su diversi ambiti d’intervento, favorisce oltre che l’assistenza, anche la giusta tutela per coloro che operano in un settore così difficile e controverso. Avere l’affiancamento delle istituzioni ai più alti livelli, consente infatti di operare interventi efficaci, a volte risolutivi. Tuttavia ciò che come cristiani più ci interessa, è affermare i principi evangelici della dignità umana e la condanna per ogni atto di assoggettamento di esseri umani, favorito dal dilagare delle organizzazioni criminali, locali e straniere, che trovano terreno fertile in territori omertosi ed in cui è assolutamente insufficiente la conoscenza del fenomeno. Dunque, la giornata di preghiera è un'occasione per ridestare l'attenzione dell'opinione pubblica su un problema purtroppo sottovalutato, e per rimotivare chi già opera nel settore, con un impegno che per chi crede in Gesù e nel suo Vangelo non nasce solo da pur nobilissime ragioni sociali: ogni creatura (bambino, donna), è figlio di Dio e nessuno ha diritto di renderlo schiavo. Non c'è motivazione economica politica, culturale o religiosa che può giustificare tale crimine contro l'umanità.

social is work in progress

FAMI AZIONE 4

Promozione della partecipazione attiva dei migranti alla vita economica, sociale e culturale, anche attraverso la valorizzazione delle associazioni

La Fondazione Città Solidale onlus in partenariato con l’amministrazione regionale intende realizzare un intervento volto ad individuare nuove modalità di collegamento tra le istituzioni e le comunità straniere sul territorio, favorendo processi di inclusione sociale e di partecipazione alla vita pubblica. L’intervento promuoverà delle figure “ponte” quali i mediatori linguistici - culturali per quanto concerne l’informazione e l’orientamento verso i servizi dei migranti appena arrivati sul territorio, prevedendo una fase di sperimentazione operativa in alcune zone della città a maggiore presenza di popolazione straniera (comuni di Rosarno e Corigliano Calabro) e l’attivazione di azioni di partecipazione, eventi e momenti interattivi, per soggetti stranieri che rappresentino opportunità di crescita e di sviluppo per quelle abilità, conoscenze e competenze per un inserimento adeguato nel tessuto sociale e culturale del territorio ospite.

Si prevede una prima fase di costituzione di un comitato di rete territoriale seguita da quattro momenti progettuali ed uno propedeutico all’avvio delle attività.

Il momento propedeutico prevede la realizzazione di una mappatura sulle potenzialità del territorio, in particolare dei gruppi formali e non formali di immigrati esistenti, dei loro ambiti di attività e delle forme di collaborazione esistenti nei territori individuati tra cittadini stranieri e italiani. Al momento propedeutico seguiranno le azioni di progetto descritte di seguito:

· Costituzione sportelli informativi e di accoglienza nei comuni di Rosarno e Corigliano Calabro, comuni sottoposti a forte pressione migratoria ed a istanze sociali derivanti soprattutto dal fenomeno del lavoro stagionale.

Gli sportelli saranno aperti 3 ore al giorno per 2 giorni a settimana, mattina o pomeriggio in base alle esigenze dell’utenza e forniranno due tipi di servizi:

1. Accoglienza: contatto tipico dell’utente mediante approccio diretto e personale dell’immigrato presso le sedi dello sportello; raccolta delle informazioni relative all’utente, utili per la corretta analisi dei bisogni espressi, al fine di una completa offerta del servizio.

2. Informazione: informazioni sulle organizzazione, enti e istituzioni in grado di risolvere l’esigenza manifestata; informazioni di base; informazioni di natura giuridica.

Presso gli sportelli saranno presenti un mediatore linguistico-culturale, con comprovata esperienza in attività svolte a favore degli immigrati e un operatore sociale.

· Laboratori interculturali su ogni territorio interessato, aperti 2 giorni a settimana in orario pomeridiano dalle 15 alle 18 o secondo orari consoni alle esigenze del territorio. I mediatori linguistico-culturali e gli animatori promuoveranno, attraverso attività di aggregazione ed emancipazione, l’incontro e il confronto tra culture e tradizioni diverse.

· Eventi di animazione nel territorio e di mediazione di strada e gestione dei conflitti interculturali con approccio peer to peer in quartieri ad alta affluenza di immigrati e a rischio di conflittualità; si prevede la creazione di un coordinamento tra enti locali, associazioni di migranti e organizzazioni del privato sociale per il rafforzamento della rappresentatività delle comunità di migranti.

· Seminari di formazione, in collaborazione con i Centri di Servizio al Volontariato (CSV) territoriali, rivolti ai partecipanti dei laboratori e agli stranieri coinvolti nelle iniziative. Obiettivo è di fornire ai singoli stranieri o a gruppi ancora non-formali, il supporto necessario alla costituzione di un’associazione. I cittadini stranieri saranno formati sulle forme associative esistenti in Italia (APS, ODV, cooperativa, etc.) e seguiti nella redazione e nella registrazione di statuto ed atto costitutivo.

Festival finale a cura delle comunità straniere più rappresentative sul territorio e rivolto alla comunità ospitante, al fine di aprire uno spazio di incontro e confronto tra cittadini di varie nazionalità.

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FAMI AZIONE 3

Servizi di informazione qualificata, attraverso canali regionali e territoriali di comunicazione

Gli interventi previsti dal progetto FAMI Azione 3 sono concepiti per contrastare la frammentazione degli interventi di sensibilizzazione e promuovere un sistema di comunicazione regionale coordinato e omogeneo che tocchi i vari temi dell’interculturalità e che stimoli il più possibile la partecipazione dei territori.

Sono destinatari del servizio: Cittadini di paesi terzi, maschi e femmine, regolarmente presenti in Italia, ivi compresi i titolari di protezione internazionale; operatori istituzionali; Associazioni ed enti del terzo settore; Associazioni di migranti e di seconde generazioni; Associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori; Soggetti del privato sociale operanti in materia di integrazione.

OBIETTIVI

L’obiettivo generale del progetto consiste nel favorire lo sviluppo dell’interculturalità nei territori attraverso la reciproca conoscenza e l’accesso degli immigrati ai servizi ed alle opportunità di partecipazione attiva alla vita pubblica.

ATTIVITÀ

La proposta progettuale si realizzerà su tutto il territorio regionale. Il progetto è incentrato sullo  sviluppo di canali di comunicazione integrati per fornire agli utenti una gamma di informazioni il più ampia possibile per l’accesso ai servizi e le altre opportunità di partecipazione alla vita sociale delle comunità.

Al centro dell’azione di comunicazione è collocato il Portale Integrazione Migranti, del quale si favorirà la diffusione e l’utilizzo da parte degli immigrati e degli operatori di enti pubblici e privati.

Si prevede di:

  1. Creare un’area dedicata all’immigrazione sul sito della Regione Calabria e una sul portale della Fondazione Città Solidale Onlus che riportino a al web site del Portale Integrazione Migranti.
  2. Realizzare su almeno 10 siti web di enti pubblici e privati che operano nell’ambito dell’immigrazione e/o coinvolti nel progetto un banner pubblicitario del progetto ed un link che riporta al web site del Portale Integrazione Migranti e che sia collegato con l’area immigrazione della Regione Calabria.
  3. Collaborare con gli uffici stampa dei Comuni e delle altre amministrazioni pubbliche per inserire informazioni (eventualmente già tradotte in diverse lingue) nei giornali locali.
  4. Realizzare e stampare un notiziario bimestrale con il coinvolgimento dei Consigli territoriali dell’immigrazione e con i progetti SPRAR, per comunicare in maniera diretta agli immigrati presenti nella Regione notizie relative a lavoro, salute ed altro ancora. La pubblicazione riporterà notizie e aggiornamenti sulle maggiori iniziative di accoglienza realizzate a livello regionale e una guida per orientarsi sul territorio. Per la realizzazione del notiziario sarà creata una redazione alla quale saranno invitati a partecipare gli operatori degli SPRAR e gli immigrati ospitati, nonché i referenti dei Consigli territoriali.
  5. Realizzare un cortometraggio professionale sul tema dell’accoglienza e della solidarietà, con particolare riferimento alle comuni motivazioni alla base delle migrazioni.
  6. Presentare e distribuire il Notiziario a cura del coordinatore e dell’equipe impegnata nelle attività del progetto, nelle comunità di migranti, nelle organizzazioni ed enti pubblici e del privato sociale presenti sul territorio (centri per l’impiego, consultori, sindacati, parrocchie, scuole, ecc.).
  7. Realizzare due iniziative pubbliche una ad inizio progetto (conferenza stampa) per la presentazione delle attività, l’altra, (convegno finale) a conclusione, per la presentazione e diffusione dei risultati e delle buone prassi acquisite.

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Progetto Reti Solidali

Bando per le reti locali di volontariato al sud - Fondazione con il Sud

L’Ente Promotore del progetto è l’Associazione di volontariato “Spazio Aperto”; la partnership è composta dai seguenti organismi privati: Avis comunale di Girifalco, L’alveare, Don Pellicanò, Centro cittadino per i servizi sociali, Ali d’aquila, Fondazione Città solidale.    

Saranno destinatari delle attività progettuali 300 persone disabili con deficit funzionali derivanti dalla perdita di capacità fisiche, psichiche, psico/fisiche, sensoriali, a seguito di eventi morbosi che determinano, sul piano dei bisogni, situazioni di handicap e di dipendenza, anche con disabilità estrema (malattie neurodegenerative con deterioramento cognitivo e sindromi demenziali quali SLA, Alzheimer, Parkinson, Sclerosi Multipla, etc.).

 

Il presente progetto si propone come risposta specifica e qualificata ai bisogni di persone affette da disabilità e delle loro famiglie. Il servizio sarà attivato a seguito della segnalazioni degli assistenti sociali del comune di Catanzaro e di alcuni comuni dell’hinterland, dall’ASL, dalla Regione Calabria, dai servizi ospedalieri, dalla rete informale presente sul territorio. Dopo una procedura necessaria per definire in tempi brevi l’opportunità di prendere in carico la persona e la sua famiglia, sarà elaborato un piano di intervento personalizzato (PIP).

Nello specifico il progetto prevede la realizzazione delle seguenti azioni:

Promozione delle attività progettuali per una capillare propaganda del progetto a vantaggio della comunità locale e delle persone che ne potranno usufruire in quanto destinatari delle attività attraverso pubblicazioni a stampa, affissione di locandine, pubblicità sui quotidiani locali. In questa fase verrà diffusa l’informazione in rete, attraverso i siti web delle associazioni coinvolte.

Avvio di un centro Diurno Disabili: si configura come parte della rete e strumento per dare risposta ai bisogni legati allo stato di disabilità fisica dei destinatari del progetto, attraverso l'attivazione di percorsi occupazionali e di socializzazione. Il Centro Diurno sarà un luogo protetto nel quale, oltre a sperimentarsi e a mettersi in gioco in prima persona, i beneficiari potranno essere sostenuti in modo professionale e qualificato nella realizzazione di attività mirate e personalizzate, atte al raggiungimento degli obiettivi concreti spendibili non solo nel contesto del Centro, ma quotidianamente nel proprio percorso di vita.

Il centro diurno, attivo dalle 9.00 alle 12.00 nei giorni di lunedì, mercoledì e venerdì ha lo scopo di offrire alla persona disabile un ambiente con un clima relazionale positivo e di ascolto, per favorire il mantenimento e lo sviluppo di abilità cognitive, attraverso laboratori e attività di animazione e socializzazione. I laboratori saranno i seguenti: 1) Laboratorio di autonomia personale; 2) Laboratorio delle attività cognitive e socio-integranti; 3) Laboratorio di animazione e socializzazione. È previsto anche il sostegno alle famiglie per la costruzione di prospettive di vita autonoma delle persone adulte con disabilità.

Supporto alla famiglia e nella cura alla persona inteso come assistenza nelle azioni quotidiane di pulizia ma soprattutto di compagnia, per consentire alle famiglie un’occasione di riposo fisico dalle fatiche dell’assistenza. Per tale servizio si prevede l’attivazione di una rete informale sul territorio, composta da persone che, in modo del tutto gratuito e nello spirito di solidarietà, disponibilità e attenzione alla persona (appositamente formate dalle associazioni componenti la partnership), si pongano a fianco dell’ammalato e della sua famiglia.

Servizio di segretariato sociale per un aiuto concreto per ottenere specifiche informazioni sia di carattere tecnico, sia di carattere sociale. Il servizio fornirà un orientamento ed eventualmente esplicherà una funzione di filtro nei confronti di enti e istituzioni del territorio, in particolare con i servizi sanitari.

Accompagnamento degli ammalati presso i presidi ospedalieri del territorio attraverso i mezzi di trasporto forniti dall’AVIS. 

Il Mosaico