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Calabria Accoglie

Martedi 27 luglio dalle ore 10.00 alle ore 12.00 attività di sensibilizzazione sul tema della violenza alle donne presso il Bar Pasticceria “Tiramisu’ “ in Via Lucrezia della Valle Catanzaro.
Le operatrici distribuiranno materiale informativo sulle attività ed i servizi offerti dal Centro Antiviolenza. Tale iniziativa è stata resa possibile grazie all’attenzione del personale e direttore del Bar “Tiramisù” sempre sensibile alle varie iniziative sociali organizzate sul territorio catanzarese.

Il 1° giugno 2009 la Fondazione Città Solidale Onlus ha avviato sul territorio di Girifalco, le attività del progetto “Polis Solidale”, promosso dallo stesso Comune.

Il progetto prevedeva una serie di servizi, avviati dopo un’adeguata campagna di pubblicità e sensibilizzazione:

  • uno sportello di informazione e consulenza relativo alle problematiche presenti sul territorio;
  • sostegno ed assistenza domiciliare per persone in situazione di bisogno (anziani e disabili);
  • percorsi di sostegno al team operativo con la realizzazione di incontri di equipe, incontri di Auto – Mutuo – Aiuto (di seguito AMA), incontri di formazione;
  • percorsi di formazione per gli operatori e i volontari coinvolti nel progetto; per i minori e i docenti delle scuole presenti sul territorio; per i componenti della Caritas Parrocchiale;
  • attività di sensibilizzazione del territorio relativamente alle problematiche del disagio.

Le prestazioni previste ed offerte dal progetto hanno costituito una novità per il territorio interessato, realizzate in un’ottica ed una dimensione di qualità non sempre riscontrabili nel nostro tessuto sociale.

Allo sportello si sono rivolte persone con un età fra i 30 e i 90 anni. Ciascuna di loro ha presentato problematiche differenti, ma con riferimenti specifici a disagi familiari.

Con le persone che ne hanno fatta richiesta, sono stati realizzati, dalla psicologa coordinatrice del Centro, colloqui di sostegno individuale. Nel mese di febbraio le attività dello sportello sono state implementate attraverso il supporto gratuito offerto dal Servizio per le Tossicodipendenze (SERT) di Soverato. Tale collaborazione è stata ratificata da un protocollo d’intesa tra lo stesso Servizio e la Fondazione “Città Solidale”. Tale accordo stabilisce dunque che un giorno la settimana presso lo Sportello, siano presenti due medici del SERT, con l’obiettivo di realizzare mirati e specifici interventi di prevenzione relativamente al problema della dipendenza da alcool, farmaci, gioco d’azzardo patologico e sostanze stupefacenti.

Nel mese di agosto 2009 ha avuto inizio il servizio di domiciliare, che ha visto complessivamente il coinvolgimento di 12 volontarie.

Gli assistiti, destinatari del servizio, sono stati 30, 26 donne e 4 maschi.

Le persone e le famiglie bisognose sono state individuate attraverso la segnalazione dei familiari e della Caritas Parrocchiale.

Il servizio ha garantito il soddisfacimento delle esigenze personali e domestiche, con lo scopo di salvaguardare l’autonomia dei destinatari e delle loro famiglie. Esso ha rivestito un’importanza rilevante per il territorio e per tutte le persone che necessitavano di assistenza, ma che non avevano la possibilità di retribuire qualcuno che potesse dare loro un aiuto.

Insieme al servizio di assistenza vero e proprio (con la presenza di volontarie adeguatamente sostenute e formate), è stato offerto anche un supporto di accompagnamento, con figure professionali messe a disposizione dalla Fondazione Città Solidale (assistente sociale ed educatrice). Tale supporto ha dato alle persone ed alle famiglie l’occasione per esprimere le proprie esigenze, per evidenziare situazioni di profondo disagio interiore causato da gravi e difficilmente gestibili situazioni familiari e personali.

Il sostegno offerto è stato accolto come un aiuto che è risultato assolutamente necessario, per quanti si trovano in difficoltà legate alla gestione del familiare malato o hanno bisogno di superare condizioni di solitudine.

È infatti evidente che la condizione di persona anziana, sola o malata rappresenta di per sé una limitazione e che qualsiasi intervento, mirato anche solo a lenire il disagio se non a superarlo, può rappresentare un miglioramento della qualità della vita.

Nei  mesi di febbraio e marzo, sono stati inoltre effettuati 10 incontri di prevenzione, formazione e informazione  per gli allievi ed i docenti delle scuole: Scuola elementare, Scuola Media Statale, Liceo Scientifico “E. Majorana”, Istituto Tecnico Commerciale e  Istituto Professionale. Essi  hanno riguardato tematiche relative al problema della dipendenza da alcool e sostanze stupefacenti.

Tutte le attività del progetto sono state realizzate da un’equipe di professionisti messa a disposizione dalla Fondazione Città Solidale insieme a volontari opportunamente selezionati, coordinati ed adeguatamente sostenuti. Grande rilievo è stata data alla formazione dell’equipe: incontri di spiritualità o di auto-mutuo-aiuto, incontri organizzativi, incontri formativi o di aggiornamento, anche in collaborazione con la Caritas parrocchiale.

Un’esperienza positiva sul territorio, che può diventare una “buona prassi” da diffondere ed a cui dare continuità.

Un romanzo-verità, la storia shock di una  bambina cresciuta troppo in fretta, sola, con una madre debole, vittima dell’alcol; un’adolescente in fuga, dalla miseria e dalla sofferenza; una donna perduta dentro un labirinto intricato di strade senza uscita e persone senza scrupoli; una schiava moderna, senza identità né futuro: questa è la storia di Samantha.

“KURVE NEL LABIRINTO- storia di una donna vittima della tratta” è il titolo del libro scritto da Matilde Eleonora Rotella, assistente sociale di professione all’ospedale Pugliese Ciaccio di Catanzaro, che ha trovato nella storia di Samantha e nella sua drammatica testimonianza, la capacità di improvvisarsi scrittrice per sensibilizzare l’opinione pubblica e tentare di offrire a questa donna un’alternativa di speranza.

Quella della protagonista è una storia tristemente comune a tante donne dell’est, raggirate con la promessa di una vita migliore, e consegnate invece alla miseria, alla prevaricazione più violenta e alla perdita della propria dignità.

Non si tratta di un errore di stampa o di una curiosa provocazione: le kurve, in croato, sono le prostitute. Costrette ad addentrarsi in pericolosi e tortuosi labirinti.

Il libro è stato presentato, come primo appuntamento, nella sede della Fondazione Città Solidale dal momento che Samantha risiede ancora presso una delle comunità gestite da questa Organizzazione. Alla presenza di padre Piero Puglisi, presidente della Fondazione, dell’assessore provinciale al Bilancio Giovanni Merante e dell'assessore comunale alle Politiche Sociali Sabatino Nicola Ventura, Eleonora Rotella ha risposto con garbo ed umiltà alle domande ed alle curiosità dei numerosi ospiti intervenuti, donando ancora una volta la sua voce alla protagonista del libro. Per chi è abituato a confrontarsi con operatori sociali che limitano il loro lavoro alla “soluzione del caso”, anche se questo può voler dire semplicemente trovare un parcheggio per la persona in difficoltà, commuove  il coraggio e la determinazione di Eleonora, che ha seguito Samantha ben oltre il suo ricovero in ospedale, accompagnandola lungo un percorso difficile ed aiutandola a credere nella possibilità di uscire dall’ombra e dalla paura e di tornare ad essere libera.

Per volontà dell’autrice i proventi del libro, saranno interamente devoluti a Samantha.

Che la gloria di Gesù Risorto rinnovi le vostre speranze, la vostra fede e la vostra gioia.

La Fondazione Città Solidale augura a tutti una Serena Pasqua.

DONA IL 5XMILLE

ALLA FONDAZIONE CITTA' SOLIDALE ONLUS

 

Cara amica e caro amico,

in occasione della prossima dichiarazione dei redditi potrai destinare il 5 per mille delle imposte previste sui redditi ad un’Organizzazione di Volontariato.

La Fondazione Città Solidale Onlus può beneficiare di tale iniziativa.

La Fondazione  Città Solidale è una onlus, istituita a Catanzaro nel 1999 dall’Arcidiocesi di Catanzaro - Squillace e promossa dalla Caritas diocesana.

La Fondazione, si occupa di accoglienza residenziale a persone in situazione di disagio (minori a rischio di devianza, donne e minori vittime di maltrattamento, di persone senza fissa dimora, adulti in difficoltà e minori stranieri non accompagnati), di progettazione sociale, di promozione umana.

Al momento la Fondazione gestisce cinque case di accoglienza e un centro di progettazione sociale, e si impegna periodicamente nell’organizzazione di tavole rotonde e convegni per divulgare informazioni e dati, oltre che per  sensibilizzare il territorio alle problematiche sociali, comprese quelle  emergenti. La Fondazione si propone anche come Ente formativo, che intende offrire percorsi educativi, iniziative culturali, pubblicazioni e quant’altro possa essere utile alla crescita culturale. Essa realizza, dunque, attività di istruzione e formazione, anche professionale e produttive, per un proficuo inserimento nella realtà sociale, con particolare riferimento alla dimensione della famiglia, al mondo della scuola e del lavoro.

COME DESTINARE IL 5 PER MILLE ALLA FONDAZIONE CITTà SOLIDALE ONLUS

Con il modello Unico, il 730 e il Cud, la scelta viene effettuata riportando la partita IVA della Fondazione Città Solidale Onlus - 02273080792 – nell’ apposito riquadro e apponendo la propria firma.

Chi è esonerato dall’ obbligo di presentare la dichiarazione dei redditi, ovvero la persone che hanno solo il modello CUD fornitogli dal datore di lavoro o dall'ente erogatore della pensione può ugualmente destinare il 5 per mille dell’IRPEF alla Fondazione Città Solidale Onlus.

Come fare?

È sufficiente compilare la scheda e presentarla, in busta chiusa:

  • Allo sportello di un ufficio postale o a uno sportello bancario che provvederà a trasmetterle all'Amministrazione finanziaria (il servizio è gratuito)

Oppure

  • A un intermediario abilitato alla trasmissione telematica (commercialista, CAF, etc.) Quest'ultimo deve rilasciare, anche se non richiesta, una ricevuta, attestante l'impegno a trasmettere le scelte.

Sulla busta occorre scrivere: "scelta per la destinazione del cinque per mille dell'Irpef", e indicare cognome, nome e codice fiscale del contribuente.

La scelta di destinare il 5 per mille non determina maggiori imposte da pagare e non sostituisce, ma affianca, l’analogo meccanismo dell’8 per mille alla Chiesa cattolica e ad altre confessioni religiose.

Il Mosaico