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Calabria Accoglie

Il 1° giugno 2009 la Fondazione Città Solidale Onlus ha avviato sul territorio di Girifalco, le attività del progetto “Polis Solidale”, promosso dallo stesso Comune.

Il progetto prevedeva una serie di servizi, avviati dopo un’adeguata campagna di pubblicità e sensibilizzazione:

  • uno sportello di informazione e consulenza relativo alle problematiche presenti sul territorio;
  • sostegno ed assistenza domiciliare per persone in situazione di bisogno (anziani e disabili);
  • percorsi di sostegno al team operativo con la realizzazione di incontri di equipe, incontri di Auto – Mutuo – Aiuto (di seguito AMA), incontri di formazione;
  • percorsi di formazione per gli operatori e i volontari coinvolti nel progetto; per i minori e i docenti delle scuole presenti sul territorio; per i componenti della Caritas Parrocchiale;
  • attività di sensibilizzazione del territorio relativamente alle problematiche del disagio.

Le prestazioni previste ed offerte dal progetto hanno costituito una novità per il territorio interessato, realizzate in un’ottica ed una dimensione di qualità non sempre riscontrabili nel nostro tessuto sociale.

Allo sportello si sono rivolte persone con un età fra i 30 e i 90 anni. Ciascuna di loro ha presentato problematiche differenti, ma con riferimenti specifici a disagi familiari.

Con le persone che ne hanno fatta richiesta, sono stati realizzati, dalla psicologa coordinatrice del Centro, colloqui di sostegno individuale. Nel mese di febbraio le attività dello sportello sono state implementate attraverso il supporto gratuito offerto dal Servizio per le Tossicodipendenze (SERT) di Soverato. Tale collaborazione è stata ratificata da un protocollo d’intesa tra lo stesso Servizio e la Fondazione “Città Solidale”. Tale accordo stabilisce dunque che un giorno la settimana presso lo Sportello, siano presenti due medici del SERT, con l’obiettivo di realizzare mirati e specifici interventi di prevenzione relativamente al problema della dipendenza da alcool, farmaci, gioco d’azzardo patologico e sostanze stupefacenti.

Nel mese di agosto 2009 ha avuto inizio il servizio di domiciliare, che ha visto complessivamente il coinvolgimento di 12 volontarie.

Gli assistiti, destinatari del servizio, sono stati 30, 26 donne e 4 maschi.

Le persone e le famiglie bisognose sono state individuate attraverso la segnalazione dei familiari e della Caritas Parrocchiale.

Il servizio ha garantito il soddisfacimento delle esigenze personali e domestiche, con lo scopo di salvaguardare l’autonomia dei destinatari e delle loro famiglie. Esso ha rivestito un’importanza rilevante per il territorio e per tutte le persone che necessitavano di assistenza, ma che non avevano la possibilità di retribuire qualcuno che potesse dare loro un aiuto.

Insieme al servizio di assistenza vero e proprio (con la presenza di volontarie adeguatamente sostenute e formate), è stato offerto anche un supporto di accompagnamento, con figure professionali messe a disposizione dalla Fondazione Città Solidale (assistente sociale ed educatrice). Tale supporto ha dato alle persone ed alle famiglie l’occasione per esprimere le proprie esigenze, per evidenziare situazioni di profondo disagio interiore causato da gravi e difficilmente gestibili situazioni familiari e personali.

Il sostegno offerto è stato accolto come un aiuto che è risultato assolutamente necessario, per quanti si trovano in difficoltà legate alla gestione del familiare malato o hanno bisogno di superare condizioni di solitudine.

È infatti evidente che la condizione di persona anziana, sola o malata rappresenta di per sé una limitazione e che qualsiasi intervento, mirato anche solo a lenire il disagio se non a superarlo, può rappresentare un miglioramento della qualità della vita.

Nei  mesi di febbraio e marzo, sono stati inoltre effettuati 10 incontri di prevenzione, formazione e informazione  per gli allievi ed i docenti delle scuole: Scuola elementare, Scuola Media Statale, Liceo Scientifico “E. Majorana”, Istituto Tecnico Commerciale e  Istituto Professionale. Essi  hanno riguardato tematiche relative al problema della dipendenza da alcool e sostanze stupefacenti.

Tutte le attività del progetto sono state realizzate da un’equipe di professionisti messa a disposizione dalla Fondazione Città Solidale insieme a volontari opportunamente selezionati, coordinati ed adeguatamente sostenuti. Grande rilievo è stata data alla formazione dell’equipe: incontri di spiritualità o di auto-mutuo-aiuto, incontri organizzativi, incontri formativi o di aggiornamento, anche in collaborazione con la Caritas parrocchiale.

Un’esperienza positiva sul territorio, che può diventare una “buona prassi” da diffondere ed a cui dare continuità.

Un romanzo-verità, la storia shock di una  bambina cresciuta troppo in fretta, sola, con una madre debole, vittima dell’alcol; un’adolescente in fuga, dalla miseria e dalla sofferenza; una donna perduta dentro un labirinto intricato di strade senza uscita e persone senza scrupoli; una schiava moderna, senza identità né futuro: questa è la storia di Samantha.

“KURVE NEL LABIRINTO- storia di una donna vittima della tratta” è il titolo del libro scritto da Matilde Eleonora Rotella, assistente sociale di professione all’ospedale Pugliese Ciaccio di Catanzaro, che ha trovato nella storia di Samantha e nella sua drammatica testimonianza, la capacità di improvvisarsi scrittrice per sensibilizzare l’opinione pubblica e tentare di offrire a questa donna un’alternativa di speranza.

Quella della protagonista è una storia tristemente comune a tante donne dell’est, raggirate con la promessa di una vita migliore, e consegnate invece alla miseria, alla prevaricazione più violenta e alla perdita della propria dignità.

Non si tratta di un errore di stampa o di una curiosa provocazione: le kurve, in croato, sono le prostitute. Costrette ad addentrarsi in pericolosi e tortuosi labirinti.

Il libro è stato presentato, come primo appuntamento, nella sede della Fondazione Città Solidale dal momento che Samantha risiede ancora presso una delle comunità gestite da questa Organizzazione. Alla presenza di padre Piero Puglisi, presidente della Fondazione, dell’assessore provinciale al Bilancio Giovanni Merante e dell'assessore comunale alle Politiche Sociali Sabatino Nicola Ventura, Eleonora Rotella ha risposto con garbo ed umiltà alle domande ed alle curiosità dei numerosi ospiti intervenuti, donando ancora una volta la sua voce alla protagonista del libro. Per chi è abituato a confrontarsi con operatori sociali che limitano il loro lavoro alla “soluzione del caso”, anche se questo può voler dire semplicemente trovare un parcheggio per la persona in difficoltà, commuove  il coraggio e la determinazione di Eleonora, che ha seguito Samantha ben oltre il suo ricovero in ospedale, accompagnandola lungo un percorso difficile ed aiutandola a credere nella possibilità di uscire dall’ombra e dalla paura e di tornare ad essere libera.

Per volontà dell’autrice i proventi del libro, saranno interamente devoluti a Samantha.

Che la gloria di Gesù Risorto rinnovi le vostre speranze, la vostra fede e la vostra gioia.

La Fondazione Città Solidale augura a tutti una Serena Pasqua.

DONA IL 5XMILLE

ALLA FONDAZIONE CITTA' SOLIDALE ONLUS

 

Cara amica e caro amico,

in occasione della prossima dichiarazione dei redditi potrai destinare il 5 per mille delle imposte previste sui redditi ad un’Organizzazione di Volontariato.

La Fondazione Città Solidale Onlus può beneficiare di tale iniziativa.

La Fondazione  Città Solidale è una onlus, istituita a Catanzaro nel 1999 dall’Arcidiocesi di Catanzaro - Squillace e promossa dalla Caritas diocesana.

La Fondazione, si occupa di accoglienza residenziale a persone in situazione di disagio (minori a rischio di devianza, donne e minori vittime di maltrattamento, di persone senza fissa dimora, adulti in difficoltà e minori stranieri non accompagnati), di progettazione sociale, di promozione umana.

Al momento la Fondazione gestisce cinque case di accoglienza e un centro di progettazione sociale, e si impegna periodicamente nell’organizzazione di tavole rotonde e convegni per divulgare informazioni e dati, oltre che per  sensibilizzare il territorio alle problematiche sociali, comprese quelle  emergenti. La Fondazione si propone anche come Ente formativo, che intende offrire percorsi educativi, iniziative culturali, pubblicazioni e quant’altro possa essere utile alla crescita culturale. Essa realizza, dunque, attività di istruzione e formazione, anche professionale e produttive, per un proficuo inserimento nella realtà sociale, con particolare riferimento alla dimensione della famiglia, al mondo della scuola e del lavoro.

COME DESTINARE IL 5 PER MILLE ALLA FONDAZIONE CITTà SOLIDALE ONLUS

Con il modello Unico, il 730 e il Cud, la scelta viene effettuata riportando la partita IVA della Fondazione Città Solidale Onlus - 02273080792 – nell’ apposito riquadro e apponendo la propria firma.

Chi è esonerato dall’ obbligo di presentare la dichiarazione dei redditi, ovvero la persone che hanno solo il modello CUD fornitogli dal datore di lavoro o dall'ente erogatore della pensione può ugualmente destinare il 5 per mille dell’IRPEF alla Fondazione Città Solidale Onlus.

Come fare?

È sufficiente compilare la scheda e presentarla, in busta chiusa:

  • Allo sportello di un ufficio postale o a uno sportello bancario che provvederà a trasmetterle all'Amministrazione finanziaria (il servizio è gratuito)

Oppure

  • A un intermediario abilitato alla trasmissione telematica (commercialista, CAF, etc.) Quest'ultimo deve rilasciare, anche se non richiesta, una ricevuta, attestante l'impegno a trasmettere le scelte.

Sulla busta occorre scrivere: "scelta per la destinazione del cinque per mille dell'Irpef", e indicare cognome, nome e codice fiscale del contribuente.

La scelta di destinare il 5 per mille non determina maggiori imposte da pagare e non sostituisce, ma affianca, l’analogo meccanismo dell’8 per mille alla Chiesa cattolica e ad altre confessioni religiose.

E' stato avviato oggi 11 marzo 2010 il progetto: "La Rete della solidarietà".

Enti ed organizzazioni coinvolte:

Associazione Spazio Aperto (responsabile della partnership); AVIS Provinciale di Cz; Associazione Volontari Emmanuel; Associazione Medici Cattolici Italiani di Catanzaro; Associazione L’Alveare; Associazione Carità e Amore; Fondazione Città Solidale onlus; Assessorato Politiche Sociali Comune di Catanzaro.

 

Il progetto, sperimentale ed innovativo per il territorio interessato, si propone come risposta specifica e qualificata ai bisogni degli ammalati terminali e delle loro famiglie.

Nella logica della sussidiarietà e non della sostituzione, si intende offrire un servizio che aiuti a valorizzare quanto già esiste, ad integrare quanto ancora manca e a stimolare quanto potrà essere realizzato in futuro nel campo dell’assistenza a persone con gravi malattie allo stadio terminale ed alle loro famiglie.

Il servizio sarà attivato a partire dalla segnalazione degli assistenti sociali del comune di Catanzaro e di alcuni comuni dell’hinterland (San Pietro Apostolo, Carlopoli, Gimigliano, Cicala e Tiriolo), dell’ASL, della Regione Calabria, dei servizi ospedalieri, dalla rete informale presente sul territorio.

Il progetto offrirà:

Servizio di segretariato sociale, con un aiuto concreto per ottenere specifiche informazioni sia di carattere tecnico, sia di carattere sociale. Il servizio fornirà un orientamento ed eventualmente esplicherà una funzione di filtro nei confronti di enti e istituzioni del territorio, in particolare con i servizi sanitari.

Accompagnamento degli ammalati presso i presidi ospedalieri del territorio, attraverso i mezzi di trasporto forniti dall’AVIS e della Croce Rossa di S. Pietro Apostolo. Tale servizio risulta di vitale importanza per gli ammalati e le famiglie che non dispongono di mezzi propri per raggiungere servizi sanitari vitali per la loro condizione.

Supporto alla famiglia e nella cura alla persona, intesa come assistenza nelle azioni quotidiane di pulizia ma soprattutto di compagnia, per consentire alle famiglie un’occasione di riposo fisico dalle fatiche dell’assistenza. Per tale servizio si prevede l’attivazione di una rete informale sul territorio, composta da persone che, in modo del tutto gratuito e nello spirito di solidarietà, disponibilità e attenzione alla persona (appositamente formate dalle associazioni componenti la partnership), si pongano a fianco dell’ammalato e della sua famiglia.

Incontri di Auto-Mutuo-Aiuto, gruppi in cui le famiglie avranno la possibilità di uscire dall'isolamento, concorrendo a prevenire e contenere i numerosi fattori di isolamento e disagio sociale. Nel gruppo, le famiglie si potranno confrontare tra loro; in  uno spazio di scambio e reciproco sostegno cercheranno la forza necessaria per affrontare il proprio dolore, per realizzare un percorso di rafforzamento. Tali incontri saranno condotti da un facilitatore di gruppi di auto–mutuo–aiuto.

Il progetto ha, inoltre, l’obiettivo di sollecitare la nascita e lo sviluppo di forze e risorse del territorio, di attivare o potenziare una rete formale e informale di soggetti disponibili e preparati a promuovere una cultura sociale e umana; a dare agli ammalati e alle loro famiglie adeguata attenzione e ascolto; a dare continuità alle azioni previste nell’ambito del progetto. A tal fine, si valorizzeranno le potenzialità e le risorse del territorio, quali Centri Sociali, associazioni di volontariato, Parrocchie.

Durata del progetto in mesi: 24 MESI

Obiettivi specifici:

  1. Costituire e formare l’equipe multidisciplinare.
  2. Sensibilizzare il volontariato e promuovere le attività progettuali.
  3. Garantire alla persona ammalata e alla sua famiglia interventi socio-assistenziali e di cura qualificati e adeguati alle sue necessità.
  4. Semplificare l’accesso ai servizi socio-sanitari da parte dell’utenza, anche con un servizio di orientamento presso strutture di assistenza (hospice) sul territorio.
  5. Creare, supportare e implementare una rete operativa di risorse formali e informali che comprenda tutte le strutture interessate alla malattia.
  6. Programmare un percorso di supporto psicologico alla famiglia, sostenendone e valorizzandone le risorse, anche attraverso la realizzazione di incontri di auto – aiuto periodici.
  7. Offrire opportunità di animazione e socializzazione per la valorizzazione delle abilità residue dei malati.
  8. Diffondere i risultati del progetto.

Destinatari:

  • Persone con gravi patologie, nella fase pre-terminale o terminale della loro malattia residenti nei territori dei Comuni di Catanzaro, S. Pietro Apostolo, Carlopoli, Gimigliano, Cicala, Tiriolo, Squillace e che versano in situazione di svantaggio socio-economico;
  • Loro familiari.

Sede/i di svolgimento del progetto

Nella sede del progetto, presso cui sarà attivata il servizio di segretariato, saranno reperibili le risorse umane previste dal progetto e in cui il coordinatore svolgerà la programmazione delle attività; essa è sita negli uffici della Fondazione Città Solidale che a tal fine mette a disposizione un locale in Contrada Corvo – Strada 22 – Residence conca del sole, n° 1, Catanzaro.

La sede sarà aperta 3 giorni la settimana per 2 ore.

Collegamento con soggetti e/o attività svolte o programmate nel territorio di riferimento

Si sono già realizzati contatti ed accordi con:

Unità di cure palliative di Reggio Calabria, che garantisce cure specialistiche in ambulatorio, al domicilio e in regime di ricovero diurno e a ciclo diurno; il servizio, realizzato da personale specializzato e con una pluriennale esperienza nel settore, potrà suggerire buona pratiche nella realizzazione delle attività previste;

La società cooperativa a. r.l. “Via delle Stelle” di Reggio Calabria.

Tali organizzazioni, nell’ambito del progetto, offrono il loro supporto nella formazione degli operatori ed un intervento di supervisione delle attività progettuali.

L’Azienda Ospedaliera Pugliese – Ciaccio (Direzione Sanitaria), offre il suo supporto per vagliare le richieste ed i bisogni dei pazienti, portandoli a conoscenza del servizio di accompagnamento e supporto previsti dal progetto.

I Comuni di Carlopoli, Tiriolo, Cicala, Gimigliano che si impegnano a: segnalare i nominativi delle persone residenti nel territorio del Comune di competenza, che potrebbero usufruire dei servizi nel progetto previsti; sostenere il lavoro di sensibilizzazione e di disseminazione dei risultati fornendo supporto alle azioni previste e mettendo a disposizione locali e strumenti all’uopo necessari.

Il Mosaico