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locandinaPungolo_natale2010L'associazione “Il Pungolo per Catanzaro” è stata fondata nel 2007 ed è nata con l’idea di creare un'aggregazione di persone che condividessero l’obbiettivo di promuovere e valorizzare la città di Catanzaro e il suo ruolo di capoluogo di Regione.

L'associazione si propone anche di svolgere iniziative e dibattiti relativi a temi che abbiano rilievo locale e/o generale ed anche di tipo ambientale.

Nell’ambito di questi interessi, il 23 dicembre 2010, l’associazione ha organizzato un incontro dal tema “SOCIETÀ INVISIBILE/DIRITTI E SOSTEGNO”, invitando a parlarne p. Piero Puglisi, Presidente della Fondazione Città Solidale.

L’Avv. Pitaro, Presidente de “Il Pungolo”, ha presentato l’iniziativa, sottolineando l’intenzione dell’associazione di dedicare attenzione ad aspetti sommersi, poco noti, spesso volutamente rimossi della nostra società: l’esistenza di fasce di emarginazione e disagio che non possono essere ignorate, la presenza di persone che meritano ascolto.

È stata scelta la Fondazione Città Solidale ed il suo Presidente p. Piero Puglisi, per l’ormai noto impegno nel mondo del disagio, a servizio dei più deboli ed emarginati.

P. Piero ha ringraziato l’Associazione “Il Pungolo” per l’attenzione dimostrata, sottolineando come sia positivo che una realtà del territorio riesca ad essere attenta a queste problematiche.

Infatti, se esiste una realtà sommersa, che sembra essere conosciuta solo da chi opera sul campo, è segno di speranza vedere che anche un’associazione culturale ne rilevi l’esistenza.

P. Piero ha dunque presentato molto sinteticamente la Fondazione Città Solidale (presente all’incontro con una nutrita rappresentanza di collaboratori ed ospiti delle strutture di accoglienza)IMG_20101223, nata in ambito ecclesiale nel 1999, ma operante già da alcuni anni informalmente e in ambiti paralleli.

Motivo di vita della Fondazione è stare a fianco dei più deboli, occupandosi di tante tipologie di bisogno, ma non di tutte, essendoci altre organizzazioni che se ne occupano con maggiori competenze ed esperienza.

Tante persone con tanti problemi: minori in difficoltà, affidati alla comunità per situazioni familiari difficili; minori stranieri non accompagnati (spesso sbarcati fortunosamente sulle nostre coste); anche neonati o mamme in attesa che accolgono i loro piccoli nel calore delle nostre strutture; donne in difficoltà, con disagi vari, a volte vittime di violenza, purtroppo molto spesso perpetrata all’interno delle mura domestiche.

Per queste donne è stato attivato anche un servizio di ascolto e supporto, il Centro Antiviolenza (anche con la possibilità di sottrarle alla situazione di maltrattamento vissuto).

Iniziativa analoga è stata avviata anche per uomini che vivono situazioni di disagio (il Centro Ascolto Uomo).

Ci sono poi anche tanti adulti in difficoltà, italiani e stranieri, i cosiddetti homeless, o persone che comunque hanno bisogno di un riferimento e di supporto. E c’è infine ancora un’altra realtà drammatica, che sembra lontana da noi e che invece purtroppo non lo è: quella delle persone vittime di situazioni di sfruttamento e di tratta, che possono entrare in programmi di protezione sociale previsti dalla legge. Spesso sono donne straniere attratte in Italia con l’inganno, che vengono poi agganciate da organizzazioni senza scrupoli che le avviano alla prostituzione.

P. Piero, anche per la sua esperienza di parroco a Squillace Lido, ha sottolineato come la povertà sia drammaticamente in aumento, con la presenza di famiglie che possono trovarsi improvvisamente in situazione di indigenza. La Fondazione interviene anche per queste famiglie, con la distribuzione di generi alimentari e con supporti di altro tipo.

Insieme all’Associazione di volontariato Spazio Aperto e ad altre organizzazioni del territorio, la Fondazione sta anche gestendo un servizio di assistenza domiciliare per persone affette da patologie oncologiche, anche in fase terminale.

Ultimo progetto che sta per avviarsi, “A casa lontano da casa”, rivolto a bambini malati oncologici e loro famiglie.

Un aiuto a tutto campo, dunque, per essere attenti ad una realtà sommersa su cui talvolta sembra che le luci si accendano solo nel periodo di Natale.

Ed invece, è bene ricordare, che queste persone hanno bisogno di aiuto ed attenzione tutto l’anno.

Quello che gli operatori della Fondazione cercano di offrire è un aiuto non dall’alto, ma nello stile della condivisione evangelica e del coinvolgimento, perché le persone aiutate diventino a loro volta persone che aiutano.

È anche l’aiuto di uno staff di operatori sociali professionalizzati che appunto offrono un servizio competente, non nell’ottica dell’improvvisazione o dell’emozione estemporanea, ma con l’intento di attivare percorsi di recupero e crescita autentica. Anche per sostenere tale professionalità, oltre che per offrire un ulteriore servizio al territorio, la Fondazione è accreditata presso la Regione Calabria come ente per la gestione di percorsi di formazione professionale.

Al termine dell'incontro il Pungolo per Catanzaro ha consegnato a P Piero Puglisi una collana di libri che si occupano della Calabria, dell’editore Rubbettino, per contribuire a sostenere la quotidiana e preziosa attività svolta dalla Fondazione Città Solidale, anche incrementando la conoscenza ed il senso critico dei suoi ospiti.

2010-12-18Aiutare i bambini affetti da malattie oncologiche e i loro familiari a sentirsi ancora a casa, nel loro mondo, e non strappati dalla loro vita quotidiana per rimanere per tanti giorni in ospedale. E' questo l'obiettivo del progetto “A casa... lontano da casa” che è stato varato dalla Fondazione Città Solidale guidata da padre Piero Puglisi. Proprio per far partire il progetto è stato organizzato sabato scorso (18 dicembre), così come ogni anno, il “Galà di solidarietà”, tenutosi nei locali dell'Hotel Residence “Albachiara” di Montepaone Lido, che ha raccolto fondi per il reparto di oncologia pediatrica dell'Azienda ospedaliera “Pugliese-Ciaccio”

“Ogni anno ­- ha detto padre Piero Puglisi - la Fondazione ha proposto ai suoi amici e al territorio di sostenere un progetto specifico gestito direttamente dalla Fondazione. Quest'anno abbiamo fatto una scelta diversa: come organizzazione che non ha nessun fine di lucro abbiamo pensato di orientare i nostri sforzi, la nostra solidarietà e la nostra attenzione su una realtà che è al di fuori di un servizio gestito dalla Fondazione, cioè i bambini malati di cancro. Un sostegno da offrire anche alle loro famiglie che devono sostenere situazioni abbastanza dolorose, spesso pesanti, nel processo della malattia. Abbiamo quindi mobilitato gli amici e sostenitori della Fondazione per aiutarci a sostenere insieme questo progetto a favore di questi bambini. Non sappiamo ancora con quali modalità; certo è che vogliamo offrire un contributo semplice e piccolo ma significativo a questa realtà sanitaria che è presente nella città di Catanzaro. Un progetto che mira a sollevare e ad alleviare la sofferenza di questi bambini e delle loro famiglie”.

Alle parole del presidente della Fondazione hanno fatto eco quelle dell'arcivescovo della diocesi di Catanzaro-Squillace, mons. Antonio Ciliberti: “La dimensione su cui si commisura la maturità di una persona come di una comunità - ha detto l'arcivescovo - è quella di essere disponibili sempre nei confronti di coloro che hanno particolare bisogno. Di conseguenza, questo progetto è veramente encomiabile perché parte dal cuore di Città Solidale nelle cui mura spesso si è riversata la carità dei catanzaresi per sostenere l'opera estremamente importante che Città Solidale fa nei confronti di quei giovani e di quelle persone che sono diseredate, che si trovano in difficoltà, che hanno bisogno di essere sostenute e aiutate. Oggi Città Solidale si ripropone in una dimensione che trascende i limiti stessi della sua cerchia ristretta per avere un'attenzione particolare nei confronti dei bambini che sono ospiti delle strutture sanitarie del nostro territorio e, in maniera particolare, della nostra città per aiutare queste strutture a fornirsi di strumenti e di mezzi che, messi al servizio della buona salute di questi piccoli, certamente sortiranno buoni risultati. Noi vogliamo non solo sostenerla ma benedire questa iniziativa con la fondata certezza che questo non solo è segno di civiltà ma espressione di quell'amore che ogni uomo di buona volontà, in particolare i cristiani, dovrà attualizzare come segno visibile della fede crescente. Questa iniziativa si pone nel contesto del Natale ed è un contesto storico estremamente importante perché ci fa toccare con mano l'infinito amore di Dio per l'uomo e l'uomo deve perdere spunto e ispirazione da questo gesto per essere solidali con chi ha particolare bisogno”.

Alcuni particolari del progetto sono stati spiegati dalla dottoressa Caterina Consarino, primario del reparto di Oncologia pediatrica dell'Azienda ospedaliera “Pugliese-Ciaccio”: “L'obiettivo primario che ci poniamo nel momento in cui facciamo diagnosi e intraprendiamo un percorso terapeutico - ha detto la dottoressa Consarino - è di assistere i bambini nel migliore dei modi sia per quanto riguarda le nostre competenze mediche sia offrendo al bambino tutti quei supporti che servono a far sentire il meno possibile la mancanza del loro mondo. In quest'ottica, quello che verrà poi esplicitato con questo progetto, in accordo con la Fondazione, è migliorare attraverso un supporto sempre più completo e globale l'assistenza che noi offriamo a questi bambini che oggi è squisitamente medica e di supporto infermieristico. L'incidenza della malattia ­ ha spiegato poi la dottoressa Consarino­ è in aumento nella misura in cui noi riusciamo oggi più di vent'anni fa a fare una diagnosi più precoce e più accurata delle malattie che possono colpire il bambino. Una volta i medici, e mi riferisco non tanto alla specialistica ma alla medicina di base, erano meno attenti ad alcune patologie che comparivano in età pediatrica e che potevano essere la fase iniziale di una malattia tumorale. In effetti, parecchi casi sfuggivano alla diagnosi per una morte più precoce e meno spiegabile. In definitiva, l'incidenza è aumentata anche in ragione di una diagnosi più precoce. Non è però da escludere che per alcune forme, e in particolare, per alcuni tumori solidi, in effetti si è registrato, per fortuna non nella nostra regione, un modesto incremento. Questo però non vuol dire meno possibilità di curare. Anzi, abbiamo protocolli terapeutici molto più raffinati rispetto a quelli di un tempo e abbiamo oggi la prospettiva di poter guarire forme neoplastiche che una volta erano destinate, purtroppo,a una sopravvivenza più o meno breve”.

La serata è stata presentata dal conduttore radiotelevisivo Luigi Grandinetti ed è stata allietata dai componenti della scuola di musica del soprano Eleonora Giordano. All'iniziativa erano presenti circa 300 persone e, tra gli altri, l'assessore alle Politiche sociali del Comune di Catanzaro, Sabatino Nicola Ventura, il consigliere del Comune di Catanzaro, Franco Cimino, il sindaco di Amaroni, Arturo Bova, l’assessore regionale ai trasporti Giaimo, rappresentanti regionali e della Provincia di Catanzaro.

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L’assessore alle Politiche sociali, Nicola Sabatino Ventura, il dirigente del settore, Giuliano Siciliano, e il Presidente della Fondazione “Città solidale”, padre Piero Pugliesi, hanno presentato alla stampa un bilancio del progetto “La casa d’Alì”, rivolto a stranieri minori non accompagnati.

Il progetto, cominciato a fine 2008, è stato finanziato per una nuova annualità - in corso di svolgimento – grazie al Fondo per l’inclusione sociale degli immigrati del Ministero del lavoro, della salute e delle Politiche sociali. L’ente attuatore è il comune di Catanzaro, in convenzione con l’Anci, mentre a gestirlo è la Fondazione “Città solidale”.

Il progetto, finora, è stato rivolto a 39 ragazzi, 23 accompagnati dalle forze dell’ordine e 16 arrivati spontaneamente nella struttura dopo essere stati avvicinati dagli educatori di strada. La durata massima di accoglienza è di 100 giorni. Attualmente sono ospititati otto ragazzi. La provenienza è varia: la maggior parte arriva dall’Afghanistan, ma sono stati accolti anche diversi senegalesi, egiziani e marocchini. Tra i servizi offerti, c’è il supporto per la regolarizzazione della loro posizione in Italia, corsi di lingua, sostegno nell’inserimento nel mondo del lavoro, la richiesta dei tesserini sanitari. Inoltre si sta cercando di procedere a degli affidi etero familiari, anche soltanto per qualche giorno a settimana, in modo da far vivere al ragazzo un’esperienza umana che lo aiuti nel difficile percorso di inserimento. A tal proposito padre Puglisi, durante la conferenza stampa, ha lanciato un appello affinché le famiglie catanzaresi diano la disponibilità ad accogliere nelle loro dimore i ragazzi ospiti nella “Casa d’Alì”. Inoltre – ha concluso – invitando tutti a superare i pregiudizi e le paure che si hanno nei confronti degli immigrati, provando a essere più accoglienti e ricordando che proprio il nostro è stato, e lo è ancora, un popolo di emigranti.

Gli ultimi 30 anni hanno visto mutare i rapporti fra uomini e donne. La grande trasformazione innescate dalle donne ha cambiato le vite di molti maschi, in che modo? Vecchie e nuove generazioni di uomini non possono più fare riferimento a ruoli precostituiti che diventano veicolo di crisi per molti versi destabilizzanti nelle relazioni.

PROGRAMMA

Saluti Istituzionali:
On.le Rosario OLIVO
Sindaco della Città di Catanzaro
Sergio POLISICCHIO
Assessore Pari Opportunità – Provincia di Catanzaro
Maria Stella CIARLETTA
Consigliere Regionale di Parità
Santina GIORGIO
Vice Presidente Comitato Nazionale
Pari Opportunità Ministro del Lavoro
Introduce:
Tommasina LUCCHETTI
Assessore Pari Opportunità – Comune di Catanzaro
Coordina:
Luigia BARONI
Centro Antiviolenza Roma
Interventi:
Don Piero PUGLISI
Centro ascolto uomo” - Catanzaro
Stefano CICCONE
Università di Roma Tor Vergata
Associazione Nazionale “Maschile Plurale”
Maria Grazia PASSUELLO
Presidente Solidea Istituzione di Genere Femminile
Provincia di Roma
Massimo FOTINO
Presidente Associazione Diagonal
Responsabile Progetto “Gender Nostrum”
 
Dibattito sul tema con i ragazzi del Progetto “Gender Nostrum” provenienti dalle diverse aree del Mediterraneo

Il Mosaico