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Orientamento abitativo ApprodoConclusi nel mese di luglio i quattro incontri, tenuti presso la Biblioteca Comunale Rubettino di Girilaco, organizzati da Fondazione Città Solidale Onlus e Sicet Catanzaro (Confederazione della Cisl Magna Graecia), all’interno del progetto SPRAR per adulti “L’Approdo” di Girifalco. I momenti formativi rivolti ai beneficiari, hanno avuto come tematica l’orientamento abitativo ed hanno visto la partecipazione di 15 ospiti della struttura. Momenti importanti che danno un apporto fondamentale al percorso di autonomia dei beneficiari attualmente ospiti del progetto SPRAR e affiancati nel loro cammino da un’equipe multidisciplinare. Lo stesso segretario del Sicet Rotundo Raffaele si è detto entusiasta dell’iniziativa, dimostrando disponibilità ad organizzare altri incontri che possano dare la possibilità a chi viene in Italia da Paesi lontani, di avere un quadro legislativo e non in riferimento al contesto abitativo nazionale. Contestualmente alla conclusione del corso è stato siglato un protocollo d’intesa, firmato dal Segretario Generale Dr Mingrone Francesco e Padre Piero Puglisi, tra Cisl Magna Graecia e Fondazione Città Solidale che favorisce delle azioni di supporto che prevedono la promozione e  l’ uguaglianza nei diritti e nei doveri, quale espressione di un “civismo” maturo e indispensabile per l’intera società. Concetti questi molto importanti anche per il coordinatore del progetto Maurizio Chiaravalloti: << Credo fortemente che questi momenti di formazione e la stipula di questi protocolli siano dei passaggi significativi verso l’affiancamento dei beneficiari nel loro percorso di autonomia ed integrazione. Sicuramente delle azioni che oltrepassano il concetto di mera accoglienza per costruire insieme dei cittadini che siano attivi e soprattutto consapevoli dei loro diritti e doveri nella nostra società>>.

(Servizio rivolto prevalentemente a familiari di piccoli degenti ricoverati in Ospedale a Catanzaro)

Il ricovero ospedaliero è sempre un'esperienza piuttosto traumatica per una persona e la sua famiglia che, per un periodo più o meno lungo, sconvolge la vita, induce a cambiare i ritmi abituali, costringe a confrontarsi con la sofferenza, con la paura di quello che sta accadendo o che ancora può accadere. Oltre a tutto ciò, il ricovero di una persona della famiglia che deve offrire assistenza, comporta anche problemi logistici e, non per ultimo, economici.

Se poi a ricoverarsi è un bambino, il problema è ancora più serio, perché non in tutte le strutture ospedaliere viene consentito ad almeno uno dei genitori di stare con lui/lei in reparto. Se non si abita nella città in cui è situato l'ospedale, si tratta allora di trovare una sistemazione alloggiativa temporanea nei suoi pressi e questo non è facile.

In molte città d'Italia ci si è attrezzati con strutture che offrono accoglienza temporanea (gratuitamente o ad un costo ridotto) a persone che hanno parenti ricoverati in ospedale, ma a Catanzaro una struttura di questo tipo oggi mancava.

Dal 2 luglio scorso chi ha bisogno di alloggio a Catanzaro per stare vicino al proprio bambino/bambina ricoverato, ha una comoda opportunità nella casa "Alma Mater" (in Via Bambinello Gesù n° 26, dunque nella zona Nord della città, non lontano dal Presidio Ospedaliero Pugliese-Ciaccio). La struttura è messa a disposizione dal Rotary Club Catanzaro 1951, affidata per la gestione alla Fondazione Città Solidale onlus in comodato gratuito, e conta sul sostegno della Caritas Italiana – che finanzia un progetto con il Fondo CEI 8 per Mille – e dell’Arcidiocesi di Catanzaro-Squillace, grazie alla sensibilità e premura dell’Arcivescovo Vincenzo Bertolone. Dunque, un nuovo segno tangibile dell’amore della Chiesa per i più piccoli. Si tratta di 5 monolocali, ciascuno dei quali è dotato di angolo cottura, servizi, salottino con TV, camera da letto. Si vuole offrire un ambiente accogliente a tutta la famiglia, attrezzato con le comodità della casa e che assomigli il più possibile ad una "casa".

Il servizio si rivolge a: piccoli pazienti oncologici o affetti da altre patologie gravi, che necessitano di cure in regime di day hospital; nuclei familiari di minori pazienti oncologici o affetti da altre patologie gravi, in attesa di cicli di terapia, controlli e follow - up; famiglie di persone che, in condizione di disagio sociale ed esclusione, necessitano di ripetute cure in regime di day hospital.

Il progetto prevede attualmente la presenza di operatori di accoglienza qualificati e di volontari e sarà sempre garantita la reperibilità per l’accoglienza e il supporto alle famiglie, specialmente per le loro esigenze nella struttura.

All’occorrenza vengono attivate anche ulteriori presenze ed offerti ulteriori servizi: figure professionali di supporto per il disbrigo di pratiche, per affrontare le problematiche psicologiche e sanitarie connesse all'esperienza che la famiglia sta vivendo, per la realizzazione di incontri di Auto Mutuo Aiuto; affiancamento ai familiari dei degenti per rendere meno traumatica la loro esperienza.

La Fondazione valorizzerà inoltre un pulmino totalmente attrezzato per il trasporto di portatori di handicap e di malati che necessitano di un mezzo di trasporto “speciale”.

Il servizio offerto all'interno della casa, si integrerà inoltre con un altro servizio messo a disposizione dal Rotary Club Catanzaro 1951, il quale, al piano terra dello stesso immobile, offre un servizio di ambulatorio sociale, con assistenza sanitaria gratuita per persone italiane e straniere indigenti.

Per le richieste di accoglienza contattare i numeri telefonici di Città Solidale: 0961789006 – 3925687116

                                                                                                          Fondazione Città Solidale onlus

Allegati:
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20180629 185732Concluse nella giornata di ieri le attività, organizzate da Migrantes diocesana e Fondazione Città Solidale Onlus, per celebrare la Giornata Mondiale del Rifugiato 2018. A concludere il ciclo delle manifestazioni  la seconda edizione della gara podistica promozionale occasionale che si è tenuta presso il campo scuola “Pietro Mennea” di Catanzaro e che ha visto la partecipazione di tutti gli ospiti e operatori degli SPRAR (Girifalco, Gasperina, San Pietro Apostolo, Catanzaro, Squillace, Satriano, san Sostene, con oltre 150 persone straniere accolte, tra donne, uomini, adulti e minori) attualmente gestiti da Fondazione Città Solidale Onlus e la popolazione del Capoluogo di Regione. Un evento aperto al territorio che ha visto anche la collaborazione, all’interno dell’organizzazione, della UISP Catanzaro e  dell’ Scuola Atletica Leggera di Catanzaro. La gara, che si è distinta in tre momenti sportivi specifici, lancio del peso, salto in lungo e 3000 metri, ha visto l’entusiasmo dei partecipanti al di là del colore della pelle e della provenienza. Una giornata che è andata oltre lo sport per abbracciare i cuori dei presenti in un’ ensemble culturale pacifica e colorata. Proprio questo l’obiettivo che gli organizzatori si sono posti in questo 2018, ovvero quello di testimoniare come l’integrazione e l’accoglienza debbano, per forza di cose,  passare attraverso momenti di conoscenza che siano, allo stesso tempo, occasioni di festa e di convivialità. IMG 20180630 WA0010A ribadire questo concetto Domenico Torcia, responsabile del gruppo “Immigrazione” di Fondazione Città Solidale”:<< Oggi abbiamo centrato l’obiettivo prefissato, quello di coinvolgere un gran numero di persone in un pomeriggio colorato di allegria e di integrazione. Crediamo fortemente che questi momenti che possono essere anche una risposta concreta a chi percepisce l’immigrazione come un problema e non come una risorsa>>. IMG 20180629 WA0022A presenziare la manifestazione il presidente vicario della UISP Riccardo Elia, Felice Izzi della sezione di Catanzaro, il presidente della SCAL Pietro Mirabelli e Marcello Mundilla, che hanno ribadito nei loro interventi l’importanza nello sport nei processi di integrazione sul territorio. Le competizioni sportive hanno visto anche un primato per la città di Catanzaro, per quanto riguarda la partecipazione ai 3000 metri con ben 77 iscritti alla gara, tra adulti e bambini. I bambini, con i loro sorrisi e giochi, hanno scandito le varie competizioni e tutta la manifestazione che ha abbracciato per l’occasione la campagna #WithRefugees di UNHCR. Fondazione Città Solidale, all’interno del circuito SPRAR del Servizio Centrale del Ministero dell’Interno, vuole, nel corso di questo anno e del prossimo, incrementare significativamente i momenti di incontro con la popolazione, attraverso appuntamenti che non vogliono essere solo un’occasione sui generis, ma momenti ed opportunità di vera e propria condivisione di quelle che sono le buone prassi legate ad un’accoglienza integrante sul territorio. A fine gara ogni partecipante, al di la del primo, secondo e terzo classificato, ha ricevuto un attestato di partecipazione ed una medaglia ricordo senza distinzioni di arrivo, per ricordare e ribadire che correre insieme verso un unico traguardo rende tutti vincitori, senza lasciarsi alle spalle nessuno, nemmeno coloro che nella vita come nello sport risultano essere i più deboli e bisognosi di aiuto. 

Giornata del rifugiato 29 06 2018Manca poco alla seconda edizione della gara podistica promozionale occasionale, organizzata in occasione della “Giornata Mondiale del Rifugiato”. L’evento avrà luogo nel Campo Scuola Comunale “Pietro Mennea” di Catanzaro, alle ore 16 di sabato 29 Giugno. Un appuntamento annuale voluto fortemente da Fondazione Città SolidaleOnlus, nell’ottica di un incremento significativo di momenti di incontro con la popolazione. Un momento di sport, di condivisione ed integrazione che vedrà la partecipazione degli ospiti degli SPRAR di Girifalco, Gasperina, Satriano per quanto riguarda gli adulti e di Catanzaro, Squillace, San Pietro Apostolo e San Sostene, in riferimento ai minori stranieri non accompagnati, gestiti da Città Solidale, e di tutta la popolazione che vorrà partecipare alla gara in maniera del tutto gratuita. Ad affiancare l’iniziativa, la preziosa collaborazione dell’UISP, sezione di Catanzaro e della Scuola atletica leggera del Capoluogo di Regione, che hanno voluto dare una forte testimonianza di come attraverso lo sport si possa fare integrazione ed accoglienza costruttiva sul territorio. La giornata va ad inserirsi nelle iniziative del Servizio Centrale SPRAR, appuntamenti che non vogliono essere solo un’occasione sui generis, ma momenti ed opportunità di vera e propria condivisione di quelle che sono le buone prassi legate ad un’accoglienza integrante sul territorio. Come lo scorso anno, l’iniziativa è in collaborazione con la campagna #WithRefugees di UNHCR ed ha ricevuto il gratuito Patrocinio della Provincia di Catanzaro e di molti Comuni che parteciperanno alla manifestazione con la presenza dei rappresentanti delle varie amministrazioni. Lo Sport, sicuramente, può rappresentare uno dei veicoli di maggiore coinvolgimento del territorio e, nello stesso tempo, può trasmettere i valori insiti nella cultura sportiva. Attraverso le attività sportive, le persone s’incontrano, si confrontano, si sostengono, instaurano rapporti di amicizia, sono solidali tra loro, imparano a rispettare le regole proprie della piccola comunità della quale fanno parte. A conclusione della manifestazione, ci sarà la premiazione dei vincitori e la consegna delle medaglie di partecipazione a chi prenderà parte alla gara.

Quando, in angoli e zone più o meno conosciuti del nostro territorio, si vedono persone dedite   alla prostituzione, scattano reazioni contrastanti. Nella maggior parte dei casi, queste persone danno fastidio, non le si vorrebbe vedere lì dove sono, per varie motivazioni anche legittime e condivisibili. Ma sarebbe riduttivo, troppo semplice e purtroppo anche poco efficace, limitarsi a dire: "Chiediamo un'ordinanza e facciamole sparire da lì".

Trattandosi di donne immigrate, perlopiù di colore, potremmo pensare ad una situazione di comodo, ad un'attività da loro scelta e dalla quale possono liberamente uscire. In realtà non è così semplice.

Si tratta di una delle tante manifestazioni della tratta di esseri umani, che interessa donne, uomini, ed anche ragazzi e ragazze minorenni. Essa purtroppo, sul nostro territorio nazionale e regionale, si declina in molte forme diverse, oltre a quella della prostituzione: sfruttamento lavorativo, accattonaggio, traffico di organi, matrimoni forzati ecc. Tra queste forme, tuttavia, quella che desta più scalpore è la prostituzione, perché è sotto gli occhi di tutti, perché ci disturba sulle nostre strade, ma non perché è oggettivamente la più grave.

Non si tratta di ragazze che, per evitare la ricerca di un lavoro, scelgono la strada più breve. Questo, purtroppo, è vero forse per ragazze italiane che, a volte anche nelle nostre scuole, si prostituiscono per una ricarica telefonica. Qui si tratta invece di vere e proprie schiave, condotte a questa attività umiliante, mediante compra vendita di persone da parte di organizzazioni criminali internazionali. La quasi totalità delle vittime del traffico di esseri umani, specialmente quelle che notiamo sul nostro territorio cittadino, sono nigeriane. Su di loro pende un debito che si aggira tra i 30.000 e 50.000 euro, che le ragazze, devono saldare alle "maman" (le tenutarie delle case in cui vengono praticamente recluse), per poter stare tranquille.

La tranquillità è una condizione che le vittime non vivono più, dal momento della partenza dal loro paese e che non potranno più raggiungere per timore di ritorsioni. Il debito, infatti, è sempre accompagnato da un giuramento fatto fare alle vittime, mediante riti magici e con la minaccia di morte qualora non venga saldato. Inoltre, sono costantemente pressati psicologicamente anche i familiari che restano nel loro paese. Così il timore indurrà la vittima a permanere nella situazione di sfruttamento e sottomissione.

Dunque, quelle che vediamo sulle nostre strade e che infastidiscono le nostre passeggiate o turbano i nostri quartieri sono delle vittime. Se lo capissimo e se forse imparassimo a spiegarlo anche ai nostri bambini, che magari sono incuriositi o che potrebbero essere turbati dalla loro presenza, probabilmente il problema sarebbe affrontato diversamente.

Si tratta dunque di vittime, di persone la cui dignità ed i cui diritti vengono continuamente calpestati, e non solo da chi le sfrutta, ma anche da chi evidentemente rende possibile questo sfruttamento, alimentando la domanda sul mercato. Non possiamo ignorare il problema o far finta che non esista anche nella nostra città.

C'è chi si muove da tempo per affrontare ed arginare il problema. La Fondazione Città Solidale, per esempio, è operativa da anni sul territorio catanzarese e crotonese come ente attuatore del progetto In.C.I.P.I.T., di cui è titolare la Regione Calabria, per monitorare e far emergere le vittime e per cercare di offrire loro percorsi di liberazione da questa schiavitù.

I servizi sono molteplici e sono offerti direttamente in strada, mediante le unità di contatto che escono sul territorio ed incontrano le ragazze. L'unità di contatto, costituita da un operatore di strada, da una mediatrice culturale e da una psicologa, gradualmente avvicina le vittime e, quando esse comprendono che vi è una via d’uscita possibile, cerca di metterle in sicurezza dando l’assistenza necessaria per una via di fuga. Vi sono poi strutture protette, nelle quali sono accolte le ex vittime, che intraprendono un percorso di recupero del loro equilibrio psicofisico per un graduale inserimento sociale. Le accoglienze vengono fatte in forma residenziale ed i programmi sono personalizzati, proprio perché ogni vittima ha avuto percorsi diversi, purtroppo tutti e sempre violenti. A fianco di questi due servizi, unità di contatto e strutture di accoglienza, vi sono altre azioni del progetto che aiutano l’emersione in diverse forme, quali le consulenze degli operatori della tratta, fatte in ambiti protetti ed anche su richiesta di Istituzioni pubbliche.

Chi realizza tali servizi deve tener conto del fatto che la priorità è la sicurezza della vittima e dunque devono essere attivate procedure ad hoc che non siano letali o mettano a rischio l’incolumità di chi opera e di chi è vittima. Le organizzazioni criminali che gestiscono il traffico di esseri umani sono dislocate capillarmente sul territorio nazionale ed hanno chiara conoscenza dei programmi e delle leggi in favore della vittime della tratta. Pertanto le strategie adottate dagli operatori, devono variare ed adattarsi nel tempo.

Si tratta dunque di un serio problema sociale, che non coinvolge solo le istituzioni a vario livello, ma che interessa ogni cittadino che dovrebbe avere coscienza di quanto avviene sul suo territorio e dovrebbe, per quanto possibile, informarsi e collaborare con chi ha competenze specifiche e mette a disposizione la sua professionalità per tutelare delle vittime, che rischiano di essere doppiamente discriminate e calpestate.

Il Mosaico