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8febbraio2018In occasione della 4a Giornata Mondiale di Preghiera e Riflessione contro la Tratta, che ricorre l'8 febbraio 2018, la Fondazione Città Solidale Onlus vuole sollecitare l’attenzione dell’opinione pubblica su quanto si continua a realizzare a livello regionale, provinciale e nella città di Catanzaro, con interventi rivolti alle tante persone vittime del traffico degli essere umani finalizzato allo sfruttamento a mezzo di prostituzione o accattonaggio.

Si tratta in particolare del progetto In.C.I.P.I.T., di cui la Regione Calabria è titolare e che è realizzato da una rete di organizzazioni del privato sociale, che anche quest’anno metterà in atto azioni di prevenzione ed emersione delle vittime della tratta. Gli interventi, mirati ed efficaci, saranno coordinati da una cabina di regia che agisce a livello regionale ed ha consolidato negli anni precedenti un'importante esperienza.

Infatti, nonostante l’apparente diminuzione degli sbarchi, si nota comunque un incremento delle persone che chiedono aiuto, in quanto soggette a sfruttamento ed a minacce. I recenti fatti di Rosarno (precisamente nella tendopoli di San Ferdinando), in cui è stata uccisa una ragazza nigeriana e ne sono state ferite altre due, fanno riflettere molto sui luoghi in cui lo sfruttamento può annidarsi. Non vi sono zone franche, siano esse campi profughi o strutture di accoglienza, tanto meno città nelle quali esista una forma di protezione.  

Per questo, il progetto In.C.I.P.I.T. interessa tutte le province, con delle unità che intervengono sul territorio direttamente a contatto con le vittime, favorendo in primo luogo un approccio umano e successivamente la possibilità di emersione della vittima, aprendo così un percorso di protezione e integrazione sociale. Le unità di contatto sono lo strumento con il quale si può avere una dimensione realistica di quanto sta succedendo in relazione allo sfruttamento della prostituzione, del lavoro, e dell’accattonaggio. Un fenomeno sicuramente in aumento, che si modifica, che si evolve e che viene manovrato con scaltrezza dalle organizzazioni criminali.

Oltre al servizio delle unità di contatto, sono attivi in tutta la regione e quindi anche nella città di Catanzaro, dei servizi di accoglienza residenziale, in strutture protette, ove le persone accolte hanno la possibilità in primo luogo di ristabilire il proprio equilibrio psicofisico, compromesso da quanto vissuto. In secondo luogo, le vittime hanno la possibilità di poter comunicare con un'equipe multidisciplinare per intraprendere il proprio percorso di riscatto, acquisendo la dignità di persona umana che era stata azzerata dai trafficanti. In terzo luogo, infine, le vittime vengono avviate in percorsi di formazione lavoro e di inserimento lavorativo. Infatti, consentire un ingresso nel mondo del lavoro e una relazione positiva con il tessuto sociale consente di realizzare il sogno delle vittime, le quali partono dai loro paesi con false promesse di lavoro per poi essere sfruttate. I percorsi di accoglienza residenziale sono pertanto un itinerario in cui la vittima è parte fondamentale del suo percorso.

L’8 febbraio, non è stato scelto a caso, ma è il giorno in cui la Chiesa ricorda Santa Giuseppina Bakhita, suora sudanese che, da bambina, fece la drammatica esperienza di essere vittima della tratta, e che è stata proclamata santa da papa Giovanni Paolo II. Si tratta dunque di un esempio di donna che è riuscita, con il sostegno della fede, a intraprendere un percorso di rinascita e resilienza.

Il fenomeno della tratta è purtroppo anche visibile, lo riconosciamo ogni giorno nelle nostre strade, fuori dagli esercizi commerciali, in tutti i luoghi in cui sono presenti persone extracomunitarie che svolgono attività lucrative non autorizzate. Come cristiani abbiamo il dovere di dare risposta a questo fenomeno e non soltanto di formulare giudizi affrettati. Riteniamo che questa giornata di preghiera, che è poco conosciuta dai più, possa essere un ulteriore stimolo a riflettere su quanto sta avvenendo anche sul nostro territorio.

Avviato il primo Gennaio 2018 - ed attivo 24 ore su 24 - il progetto denominato “Pane, casa e dignità”, gestito dalla Fondazione Città Solidale Onlus di Catanzaro e finanziato con i Fondi U.N.R.R.A. del Ministero dell’Interno, con il sostegno concreto dell’Arcivescovo mons. Bertolone e dell’Arcidiocesi di Catanzaro-Squillace. Un’opportunità in più per la citta di Catanzaro e, soprattutto, per le sue zone periferiche, dove è più facile riscontrare situazioni di degrado e dove sono evidenti e più preponderanti situazioni di povertà che segnano e rendono più difficile la vita di molti cittadini catanzaresi (e non solo), così come immigrati di diversa provenienza e non accolti (per ragioni diverse) in strutture di accoglienza rispondenti ai loro bisogni e, soprattutto, al loro status. Il progetto garantisce accoglienza a quanti si trovano in condizioni di indigenza, italiani e stranieri dunque, in tre diverse strutture di accoglienza (gestite dalla stessa Fondazione) presenti nel territorio - soprattutto nella zona sud di Catanzaro -, con esperienza ormai consolidata da diversi anni nel settore dell’assistenza rivolta a persone in difficoltà. Accanto all’accoglienza residenziale (nel mese di gennaio sono già state accolte 15 persone), vengono anche erogati altri servizi, tra i quali quello di mensa a domicilio (rivolto a coloro che non sono nelle condizioni di poter raggiungere la sede di una mensa stabile funzionante, ogni sera, dalle 19 alle 21 circa). La mensa a domicilio aiuta anche a superare quel condizionamento di molte persone e famiglie che non vogliono comprensibilmente esporsi e manifestare apertamente la loro condizione di indigenza, stabile o temporanea che sia. La consegna dei pasti a domicilio si espleta nella zona nord, centro e sud della città. I servizi sono offerti da un’equipe multidisciplinare di professionisti del sociale che “accompagnano” le persone che chiedono di usufruirne, anche attraverso interventi di segretariato sociale che orientano all’autonomia e, dunque, al superamento delle condizioni di disagio e, in ogni caso, a tutelare la dignità delle persone.  Per qualsiasi informazione e/o segnalazioni di casi di bisogno, richiesta di intervento, etc. rivolgersi al personale che opera negli uffici della Fondazione, in via della Solidarietà n. 1 (Contrada Corvo), oppure telefonare al numero 0961789006, oppure è possibile visionare il sito www.cittasolid.it.  

Giornatarifugiato2018<<La mia patria è il mondo intero>>, questa frase di Seneca è stata uno dei passaggi dell’omelia di Monsignor Bertolone che ha presieduto la celebrazione eucaristica tenutasi presso la chiesa Santa Maria delle Nevi di Girifalco in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato e Migrante e che ha visto una numerosa partecipazione della comunità girifalcese e delle autorità locali. Una manifestazione organizzata dalla Migrantes diocesiana e da Fondazione Città Solidale che ha voluto essere un momento di preghiera e riflessione sul tema dell’immigrazione seguendo quelle che sono state le parole del Santo Padre. Una mattinata che ha visto il suo inizio con le parole di Padre Piero Puglisi, presidente di Fondazione Città Solidale Onlus: << Ci troviamo oggi qui per vivere un momento di preghiera e riflessione sul tema dell’accoglienza dei nostri fratelli che giungono da tanti parti del mondo. Paesi che vivono situazioni di povertà e guerra. Giornatarifugiato2018 Abbiamo voluto fortemente che si tenesse questa manifestazione proprio a Girifalco, perché da più di un anno dall’apertura dello SPRAR l’Approdo possiamo con soddisfazione ringraziare questa comunità che ha manifestato, in questo lassò di tempo, un gran calore umano nell’accogliere e integrare molti dei beneficiari accolti nella struttura>>. Elemento questo messo in evidenza anche dal Sindaco di Girifalco Pietro Antonio Cristofaro che ha nel suo intervento ringraziato i presenti e ribadito che storicamente, fin dall’apertura a fine ottocento del nosocomio psichiatrico, la comunità ha sempre rivolto uno sguardo benevolo all’accoglienza ed integrazione di persone in difficoltà. Un’integrazione quella dei migranti stranieri che deve forzatamente passare da momenti di apertura alle comunità, di sensibilizzazione e conoscenza fatta anche da testimonianze dirette di migranti come quella che ha voluto regalare Nzegue Mongoua Iris Bertrand a tutti i presenti in Chiesa. Ed è proprio l’ente ecclesiastico per sua natura che deve essere uno degli attori principali di queste opere di sensibilizzazione così come messo in evidenza da Monsignor Bertolone, Arcivescovo della Diocesi di Catanzaro Squillace:<< Ripercorrendo la storia dell’uomo fin dai tempi di Seneca possiamo rintracciare le testimonianze di tanti uomini che vedono la Terra come un unico Paese. Siamo qui riuniti in questa chiesa per sensibilizzare, attraverso anche le parole del nostro Santo Padre, su quanto sia doveroso da parte nostra promuovere tutte le azioni necessaria all’accoglienza ed integrazione dei nostri fratelli che vengono da lontano>>. A conclusione della celebrazione eucaristica la struttura SPRAR l’Approdo di Girifalco ha organizzato una marcia, con la partecipazione inoltre dei beneficiari e degli operatori degli SPRAR di Catanzaro e Gasperina e delle altre case di accoglienza gestite da Fondazione Città Solidale, ribattezzata “Marcia dell’Integrazione” che partita dalla Chiesa è arrivata fino alla struttura, ha voluto simboleggiare il cammino che ogni migrante, grazie al supporto di operatori specializzati nel settore dell’accoglienza, compie per poter un giorno sentirsi parte integrante del tessuto sociale e cittadino Italiano. La mattinata si è conclusa con la condivisione di un aperitivo etnico e con un brindisi di augurio per il nuovo anno appena iniziato.

Manifesto Giornata rifugiato2018

Il Mosaico